Nei dibattiti sul futuro del lavoro non manca mai qualcuno che dica che le nuove tecnologie ci stanno rubando il lavoro ed i robots e l’Intelligenza Artificiale ci sostituiranno nelle attività quotidiane. Ma davvero sarà così? 

La tecnologia non sottrae nulla, ma trasforma ogni cosa. Il problema reale è la velocità del cambiamento, ben più veloce che nel passato. In 20 anni siamo passati dal telefono a disco ad un oggetto che possiamo attivare con la voce, con cui possiamo fare acquisti, prenotare un albergo, gestire una attività. Molte cose del nostro lavoro quotidiano sono cambiate.

Così, come cambia il nostro modo di acquistare e gustare il vino?

Tre risultati della digitalizzazione, di cui uno critico

Primo, abbiamo molti più canali dove possiamo acquistarlo. Possiamo navigare nella rete delle e-enoteche di riferimento e scegliere la bottiglia che desideriamo, senza muoverci dal nostro divano. Grazie allo smartphone, possiamo fare lo stesso quando siamo al ristorante o ad una festa a casa di amici. Dovunque siamo, possiamo acquistare il vino che ci piace.

Secondo, possiamo avere molte più informazioni su quella bottiglia. I QR-code o le targhette RFID ci possono fornire tutte le informazioni sul percorso della bottiglia, sulla varietà delle uve, il posto esatto della vigna da dove è stato prodotto. E magari suggerirci la strada per arrivare in cantina e prenotare un appuntamento per una degustazione.

Terzo, possiamo accedere a database con tutte le informazioni su un particolare tipo di vino. Supponete di voler sapere tutto sul Cabernet Franc, dove viene coltivato, chi è il maggior produttore, quanto può costare una bottiglia del 2012. Bene, se queste informazioni fossero davvero disponibili, con una app potreste sapere tutto. 

Quest’ultimo punto è quello critico.

I dati sono il nuovo gusto del vino

Invece, questi dati non sono disponibili, o almeno non ne esistono di pubblici, ma io penso che questo dovrebbe essere il prossimo passo per la via Digitale del Vino.

Avere a disposizione un database pubblico potrebbe essere il modo migliore per far conoscere il vino, in particolare per i piccoli produttori, che potrebbero avere un valore aggiunto rispetto a quelli più grandi.

Così come è più semplice trasformare una piccola città in una Smart City, così potrebbe essere più facile trasformare una piccola cantina in una Smart Vinery. Il segreto è la condivisione dei dati e dei risultati, così da poter condividere anche le spese.

E con l’aiuto delle tecnologie digitali, questo è sempre più facile.

La guida a Telegram gratuita e completa
Scaricala GRATIS e risparmia € 8,60!
We respect your privacy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *