La tradizione che rende il Made in Italy un brand mondiale, spesso si trasforma in un freno alle nuove opportunità. Il vigneto del futuro sarà necessariamente tecnologico, e chi riuscirà ad adeguarsi avrà conquistato un piccolo posto in un mercato sempre più competitivo.

cartoon-butler-robot-serving-wine-by-ron-leishman-4389Questo non significa snaturare il proprio modo di fare il vino, che siate vignaioli naturali o biodinamici. Semplicemente significa poter dosare meglio le proprie forze facendosi aiutare dai sistemi che già oggi sembrano alla portata di molti. E’ la viticoltura di precisione, l’utilizzo della tecnologia e dei processi produttivi avanzati per effettuare interventi mirati, avere miglior conoscenza del terreno, ottimizzare la catena merceologica.

Viticoltura tecnologica

Sia per un piccolo vignaiolo che per un medio-grande produttore vinicolo, controllare direttamente cosa succede ad ogni vite del proprio vigneto è un’attività pesante e dispendiosa. Si rischia di rendersi conto di un filare malato quando è ormai tardi per porvi rimedio, e questo semplicemente perché non si può controllare contemporaneamente tutto il proprio possedimento.

Ed anche una volta verificato il problema, è necessario usare i medicinali nel modo giusto, stando attenti a non usarne troppo o troppo poco, o dosando in modo accurato l’eventuale irrigazione di soccorso per non sprecare troppa acqua dove non serve.

Può anche essere il caso che la viticultura di precisione tra qualche anno diventi una pratica standard; se concimi e fitofarmaci pesano sempre più nel costo di un litro di vino, fino ad arrivare in media a 800€/ha, sorge il problema quanto meno economico, se proprio non morale e di ricerca della qualità, di diminuire questa spesa. Occorre poi tener conto anche delle ore di lavoro necessarie per spargere medicinali e concimi.

Per questo motivo le tecnologie possono aprire scenari nuovi per la lavorazione della vigna, abbassando anche i rischi dovuti a gelate improvvise, se si dispone di sensori di temperatura tra i filari e di un sistema di allarme. Questo consentirà al produttore vinicolo di preparare le adatte strategie per far fronte ai problemi metereologici improvvisi.

1 – Monitoraggio Remoto

In questo caso il controllo del vigneto viene effettuato con strumenti che non sono direttamente a contatto con le viti, ad esempio utilizzando UAV (Unmanned Aerial Veichle), ossia i cosiddetti droni. Hanno la possibilità di portare una videocamera ed un localizzatore GPS, così da avere una mappatura esatta del terreno e, con le tecniche di disegno computerizzato, riprodurre l’immagine anche in 3D di tutto il vigneto. Inoltre possono essere dotati di sensori ad infrarosso per tenere sotto controllo la salute delle viti, grazie ai differenti indici di riflessione e rifrazione della luce in funzione della sanità delle foglie. Sono particolarmente adatti per piccoli vigneti, considerando l’autonomia della batteria di circa 40 minuti (per i modelli migliori) ed una distanza di controllo che non supera i 2 km. Il drone è conveniente anche per vigneti non contigui, ma ad esempio tagliati in due da una strada o da asperità del terreno.

2 – Monitoraggio di prossimità

In questo caso il controllo di quanto accade nel vigneto viene fatto tramite sensori, generalmente grandi pochi centimetri, che possono essere appesi ai fili dei filari o inseriti direttamente nel terreno, per misurare sia l’andamento dello sviluppo dell’uva che le condizioni di temperatura ed umidità del suolo.

sensori vigneto
Architettura wireless dei sensori presso Azienda Agricola Castello di Brolio, Siena

Con apposite sonde, inoltre, possono essere misurate anche le quantità residue di rame e di zolfo, così da non ripetere due volte i trattamenti dove non serve. I sensori lavorano con lo stesso sistema dei tag RFID di cui ho già parlato, inviando le informazioni ad un punto di raccolta che generalmente è un lettore a distanza, messo in mezzo al filare. Tramite wi-fi possono così comunicare con la propria centralina, che si occupera poi di inviare i dati, tramite scheda SIM, al sistema di controllo centrale situato in cantina, ossia semplicemente un computer. I dati verranno poi raggruppati in un database che manterrà anche tutte le serie storiche dei dati, per fare comodamente confronti con le stagioni precedenti e tra una zona e l’altra del vigneto.

3 – I Robot

Non sembri fantascienza parlare di robot nell’arte della viticoltura: non stiamo parlando né di Robbie il robot né di quelli umanoidi del film I, Robot. Mi riferisco invece a piccole macchine programmate per fare avanti e indietro tra i filari, con la mappa esatta del vigneto presa grazie al drone di cui sopra.

Questa è una tecnologia ancora sperimentale, ma alcune previsioni immaginano un loro uso massivo in agricoltura entro il 2050. Per ora questi robot (o agbot, robot agricoli), potrebbero limitarsi a controllare la dimensione del fusto della vite e fare piccoli trattamenti. Il progetto VineRobot, dell’Università de La Rioja in Spagna, ha ricevuto recentemente un finanziamento di 2 milioni di € da parte della Comunità Europea.

Conclusioni

Non è un caso se grandi aziende tecnologiche, da Intel a IBM, da Verizon a Computer Associates, stanno investendo nella tecnologia per l’agricoltura di precisione, oltre naturalmente alla Monsanto, giusto per citare il Big Evil dell’agricoltura.

L’agricoltura, e di conseguenza la viticoltura, di precisione, non è un fenomeno passeggero. Un esperto come John Deere di IBM è stato ingaggiato per lo sviluppo di dispositivi per le fattorie intelligenti già da anni, ed ultimamente si è dedicato a strumenti web e mobile. 

Ma mentre l’azienda agricola sta già iniziando ad implementare alcune metodologie di precisione, il mondo vitivinicolo sembra ancora troppo legato a parametri tradizionali.

La guida a Telegram gratuita e completa
Scaricala GRATIS e risparmia € 8,60!
We respect your privacy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *