5 passi per la sicurezza della Cantina Digitale

Cosa è accaduto a Equifax a luglio? E perché questo dovrebbe interessare il vino, la IoT e la vostra Cantina Digitale?

Facciamo un breve riassunto di quel che conosciamo.

Se siete cittadini USA dovreste già conoscere cosa fa Equifax; per tutti gli altri, è un’agenzia di rating finanziario USA che attribuisce ai propri clienti un punteggio di solvibilità, in modo che quando vanno a chiedere un prestito, presentando il certificato di rating, le banche siano più disposte a prestar loro denaro.

Cosa ancora più importante, detiene una copia di tutti i dati dei propri clienti, come l’identificativo della previdenza sociale, il numero del passaporto, la patente e altro ancora.

Fornisce inoltre un ID con il quale una persona a cui abbiano rubato i documenti può richiedere più facilmente un duplicato, evitando anche truffe che possano venire messe in atto usando i suoi dati.

Un backup di identità, in poche parole.

Bene, a luglio di quest’anno i dati dei 149 milioni di utenti di Equifax, quasi la metà della popolazione USA, sono stati rubati e sono ora nelle mani di chi li ha presi. 

Ci sono alcune stranezze nella vicenda, come ad esempio che la notizia sia stata data sei settimane dopo il fatto e che ancora non si sappia esattamente in che modo siano stati penetrati. 

Hacking via IoT

Il punto di questo post, in ogni caso, non è imparare le tecniche hacker, ma piuttosto capire che nessun sistema informatico è completamente al sicuro, e che l’uso massivo di dispositivi IoT non sta facendo altro che aprire porte in più per eventuali malintenzionati.

Un paio di anni fa, due ricercatori hackerarono una Jeep Cherokee, in accordo con il guidatore, per dimostrare alla casa costruttrice quanto fosse debole la sicurezza dei dispositivi elettronici a bordo dell’auto.

Ad ottobre del 2016 grandi piattaforme web come Netflix, Twitter, Paypal, subirono l’inaccessibilità del servizio a causa di un attacco distribuito (DDoS) da decine di migliaia di dispositivi inconsapevoli di essere veicolo di infezione.

Con tutti questi nuovi dispositivi come termostati, lampade intelligenti, frigoriferi o tostapane connessi a Internet, dispositivi che possono essere nella nostra casa, negozio ed ormai anche nella nostra cantina e nella nostra vigna, stiamo rischiando di lasciare le porte aperte ad attacchi informatici.

I nostri dati possono essere più facilmente rubati, i nostri dispositivi possono essere usati come Agenti Dormienti per lanciare attacchi contro banche o governi.

Il dispositivo maggiormente usato per sferrare attacchi informatici è la CCTV, le classiche telecamere a circuito chiuso che normalmente usiamo per difendere e monitorare la nostra proprietà.

Come difenderci?

Vediamo 5 semplici azioni da compiere per rendere un po’ più sicuri i nostri dispositivi IoT, ed in genere tutta la nostra rete informatica. Ricordate che basta che questa sia accessibile da uno smartphone perché sia esposta a rischi esterni.

1 – Politiche di sicurezza: Verificate con il vostro fornitore con quale frequenza e con che metodo aggiorna le patch di sicurezza raccomandate, e dopo quanto tempo chiude eventuali bug di sicurezza

2 – Aggiornate i dispositivi: troppo spesso gli attacchi informatici sfruttano sistemi con software non aggiornato, sia una telecamera, uno smartphone o il vostro personal computer

3 – Cambiate la passsword: quando comprate un qualunque dispositivo, sia esso un router o un pc portatile, in genere la password di accesso è quella di default del costruttore. Cambiatela subito, gli elenchi di queste password girano in rete più delle foto di Belen. Ed evitate di mettere 12345678…

4 –  Mettete in sicurezza il router: usate le impostazioni WPA2 per accedere alle funzioni interne del router, e verificate costantemente l’esistenza di aggiornamenti

5 – Acquistate dispositivi certificati: una telecamera gestibile da remoto comprata per poche decine di euro, da un costruttore coreano tramite rivenditore cinese, probabilmente ha al suo interno tante e tali backdoor, punti di accesso, più delle finestre del Colosseo. Da qualche parte i soldi dovranno pur prenderli…

L’uso della IoT nella produzione del vino, dalla vigna alla cantina fino alla distribuzione, è un grande aiuto per automatizzare alcune attività ed avere un maggior numero di informazioni sul vostro vino e sui vostri clienti.

E come tutte le cose nuove occorre imparare ad usarla nel modo corretto.

E’ come la vostra auto, o la vostra pigiatrice, ha bisogno di manutenzione e conoscenza prima di essere usata.

I 5 passi che vi ho elencato non sono certo esaustivi, e dovrete ricordare la questione sicurezza al vostro fornitore informatico: è suo compito fare in modo che quanto vi installa sia sicuro e non un altro buco della sicurezza. 

E, se potete, adottate l’autenticazione a due fattori per accedere ai vostri account soprattutto da smartphone: è un buon sistema per stare più al sicuro.

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