Gli assistenti vocali iniziano ad avere una presenza non trascurabile anche nelle esperienze di vendita e acquisto. Fondamentalmente, sono oggetti connessi a Internet ai quali potete fare delle domande e ricevere delle risposte, come quando usate un motore di ricerca come Google o cercate un prodotto su Amazon.

Ok Google, che vino posso abbinare?

Quando usate il Google Home, il fratello minore di Google Assistant, l’assistente vocale di Google, potete fare qualunque domanda: che tempo farà domani, farvi leggere le ultime notizie, darvi le quotazioni di borsa, inviare una email, trovare il vino adatto alla serata.

A maggio di quest’anno è stato siglato un accordo fra la divisione Auchan Retail e Google per inserire un bot vocale con lo scopo di aiutare i clienti a scegliere il vino giusto.

Un bot vocale è una specie di segreteria telefonica, di quelle che devi premere il tasto 1 se vuoi una cosa, il tasto 2 se ne vuoi un’altra, e così via.

L’assistente può rispondere a due tipi di domande sul vino: consiglia quale bottiglia abbinare ad un piatto e quale cibo sia meglio per accompagnare un’etichetta, e consiglia il vino che meglio si accompagna con i vostri gusti usando una serie di domande.

Il bot sommelier

Il funzionamento è quello di un normale bot, uno di quei risponditori visuali che spesso vedete quando accedete ad una pagina Facebook o a qualche sito.

Secondo Claire Koralewski, Direttore del settore Clienti e Innovazione di Auchan Retail, la voce è la nuova frontiera dell’acquisto, fornisce una esperienza utente del tutto nuova e consigli personalizzati (qui il comunicato stampa), come se il commesso del supermercato vi conoscesse personalmente.

Un assistente vocale per il vino è uno sviluppo naturale per un’azienda come Auchan, ed offre circa 1200 etichette diverse, soprattutto francesi, ma non mancano bottiglie da Stati Uniti, Cile, Australia.

Il negozio analogico e quello digitale

In realtà Auchan non è l’unica ad usare assistenti virtuali per fornire una migliore esperienza utente ai propri clienti.

Anche Carrefour ha fatto un accordo con Google sfruttando i prossimi piani di sviluppo dell’interfaccia di Google Shopping, ed ancora Auchan ha iniziato una partnership con la cinese Alibaba.

Il settore della multicanalità è quello più promettente per il futuro del commercio al dettaglio, in Francia si stanno dando parecchio da fare.

Non sono accordi che si possono permettere solamente i grandi gruppi della distribuzione organizzata, perché con un piccolo investimento nella creazione di un bot personalizzato (ed esistono anche piattaforme dove se ne può costruire uno gratuitamente), anche il piccolo negozio potrebbe approfittare dell’innovazione digitale.

Però noi preferiamo parlare di chiusure domenicali.

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