Cosa significa Zero-Rating

Il 27 ottobre il Parlamento Europeo ha votato la legge che dovrà regolare il roaming internazionale e le norme sulla Net Neutrality.

La Net Neutrality violata

La legge era in discussione fin dal 2007, con continue proroghe alla data del termine del roaming, e descrive anche le regole per la Net Neutrality, regole che sono state ampiamente contestate senza successo da circa 200 parlamentari europei.  Le indicazioni sull’utilizzo di Internet ricalcano stranamente le raccomandazioni che nel 2007 già avevano inviato i maggiori ISP europei.

Tutti gli emendamenti alla legge sono stati respinti.

Net Neutrality means the principle according to which all internet traffic is treated equally, without discrimination, restriction or interference, independently of its sender, recipient, type, content, device, service or application (l’emendamento numero 8, tra quelli bocciati)

Nel tweet compare la votazione a favore o contro gli emendamenti proposti.

Roaming Internazionale

Secondo quanto approvato a Strasburgo, dal 30 aprile 2016 le compagnie telefoniche potranno aggiungere alla normale tariffazione al massimo 0,05€ per le telefonate, 0,02€ per gli SMS e 0,05€/Mb per il traffico dati. Dal 15 giugno 2017 anche queste maggiorazioni saranno eliminate. Gli operatori telefonici però avranno la possibilità di rifarsi delle eventuali perdite maggiorando le tariffe domestiche. Con il pagamento non più mensile, ma ogni quattro settimane, gli operatori italiani si sono già regalati un mese in più di canone.

Nella norma sono compresi anche i principi che dovranno regolare l’accesso al traffico Internet, o meglio le regole che gli ISP (Internet Service Providers) dovranno osservare per fornire accesso al Web. E’ il principio di Net Neutrality, che stabilisce che gli ISP devono essere perfettamente neutri riguardo ai contenuti a cui l’utente vuole accedere, senza favorire, ad esempio, un servizio di music streaming piuttosto che un altro.

I punti contrari

I punti fondamentali su cui si concentrano i contrari a questa normativa, che ad una lettura poco attenta sembra completamente a favore dell’utente, sono quattro, potete leggere un approfondimento maggiore sul sito della EFF o nel post di Barbara von Schewick, professoressa di legge a Stanford e direttrice del Center for Internet and Society

  • Corsie preferenziali: Viene consentito l’utilizzo di una banda più ampia per quei servizi che, dietro pagamento, richiedano una maggior velocità; esempi sono la Remote Surgery (chirurgia da remoto), automobili driverless o attività antiterrorismo. Il concetto di ‘specializzazione’ non è però ben definito.
  • Zero-Rating: Si tratta di traffico specializzato, ad esempio musica in streaming, la visione di eventi sportivi o di film, dove la quantità di banda utilizzata non viene conteggiata nella normale soglia contrattualizzata. In un post su Medium, Barbara van Schewick spiega bene questo aspetto. Una compagnia potrebbe pagare un ISP per considerare il proprio servizio nell’offerta zero-rating, rendendo quindi servizi analoghi non più appetibili per l’utente.
  • Classi di traffico: gli ISP avranno la possibilità di definire dei canali di traffico differenziati, entro cui aumentare o diminuire la velocità di connessione; in questo modo alcuni servizi, come il peer-to-peer o le comunicazioni crittografate, potrebbero essere destinate a questi canali, rendendo quindi Internet meno libera di scelte e meno sicura.
  • Congestione Imminente: i providers avranno la possibilità di diminuire velocità e larghezza di banda di certi canali nel caso sia possibile una congestione imminente. Non è però definito il concetto di ‘imminente’, e quindi il traffico su questi canali potrà essere variato a piacimento dallo stesso ISP.

Tutti i contrari

In molti si sono dichiarati contrari a questa normativa, come il Wall Street Journal, mentre alcune compagnie come Netflix, WordPress.com, Reddit, Tumblr ed investitori quali Brad Burnham, di Union Square Venture, David Pakman, di Venrock, hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata al Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz;  naturalmente Tim Berners-Lee è in prima fila nel mettere in guardia sui pericoli per la neutralità della Rete.

La normativa approvata è non solo un regalo ai providers europei, ma soprattutto un aggancio ai numerosi tentativi di governi nazionali di controllare le comunicazioni dei propri cittadini. 

 

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