I follower servono, intendo quelli di questo blog.

E’ proprio grazie ad uno dei lettori di Web in Vigna che ho avuto la possibilità di contattare Fruition Sciences, società francese che si occupa di sistemi digitali dedicati alla misurazione dei parametri delle vigne, per aiutare i vignaioli nella gestione del proprio vigneto.

Nel rispetto della tradizione, forniamo ai produttori vinicoli una applicazione web orientata ai dati, altamente integrata e specifica per il terreno e l’annata. (dal sito web di Fruition Sciences)

Oltre un migliaio di vigneti monitorati, duemila ore spese in vigna ogni mese, un centinaio di clienti e 8 anni di dati raccolti, sono il patrimonio dei questa azienda con sede a Montpellier e a Bordeaux, e due filiali negli Stati Uniti.

Raccogliere i dati

Giovani ed entusiasti, si rendono conto di essere una cerniera tra il mondo tradizionale della produzione di vino ed il futuro della Internet degli oggetti e della Data Analysis. Come scrive Wired, sono fondamentalmente dei Wine Nerds.

Fruition Sciences è nata nel 2006 dopo un incontro fra Thibaut Scholasch, agronomo e produttore di vini, e Sébastien Payen, ingegnere e specialista IT e sensori di monitoraggio. L’idea era portare alle aziende vitivinicole una web application con cui integrare tutti i dati provenienti dalla vigna in una dashboard che fosse semplice da usare e capire. 

Ho avuto l’occasione di intervistare Sébastien, founder e Chief Technological Officer di Fruition Sciences, che si è prestato a rispondere alle mie domande.

La prima decisione che abbiamo affrontato è stata l’irrigazione. Integrando sensori di misurazione del flusso della linfa con i dati metereologici, siamo stati in grado di costruire un indice di deficit idrico che viticoltori e produttori vinicoli possono usare per monitorare la loro vigna e prendere decisioni adeguate. Abbiamo misurato di poter ridurre in media il 30% di consumo idrico, migliorando nello stesso tempo resa e qualità. (Sébastien Payen, dall’intervista)

E’ importante correlare tra loro i dati provenienti da annate e parcelle differenti, soprattutto per migliorare le decisioni sull’irrigazione o capire se sia il caso di anticipare il momento della vendemmia.

Domanda: Le vostre soluzioni sono un insieme di monitoraggio aereo, sensori, GIS e Data Analytics. E’ complicato spiegarlo ad un vignaiolo?

Risposta: Si, ma è anche stimolante perché queste soluzioni sono spesso piuttosto tecniche. Però, noi ci focalizziamo sulle necessità dei nostri clienti per fornire loro le informazioni che possono usare nelle operazioni quotidiane.

D: Vedete un interesse reale nelle nuove tecnologie da parte di viticoltori e aziende vinicole?

R: Si, c’è un vero interesse sull’argomento. E’ molto importante spiegare i dati, in modo che i produttori non debbano chiedersi come usare le nuove informazioni.

D: I vostri clienti vivono in Francia ed in California, due modi molto diversi di fare il vino, così come differente è la loro storia. Avete trovato differenze nell’avvicinamento alle tecnologie digitali?

R: E’ chiaro che i produttori francesi usano un po’ meno le tecnologie digitali. Però, credo che questo sia anche una questione di generazioni. Man mano che giovani produttori e vinicoltori entrano in questo mondo, diventa sempre più facile spiegare il nostro modo di lavorare.

Misure in vigna e attenzione al vignaiolo

Fruition Sciences utilizza molteplici tecniche per la raccolta dei dati, dalle riprese aeree, ai sensori installati tra i filari, alle analisi laser del terreno durante l’inverno.

L’elaborazione avviene poi con tecnologie GIS così da ottenere una mappa completa del vigneto in cui tutti le informazioni sono presenti, dalle mappe di temperatura alle mappe basate sulla modificazione del colore delle uve nel tempo:

i risultati dipendono sia dalla vigna dei nostri clienti che dalle sue necessità. Il punto di forza del nostro lavoro è l’ascolto di quel che vuole realizzare il viticoltore ed usare la tecnologia per costruirlo.

Ad una prima occhiata, non sembra che l’Europa sia il posto migliore per portare le tecnologie digitali tra i filari, almeno rispetto ad Australia o Nuova Zelanda, dove la richiesta di tecnologia applicata ad agricoltura e viticoltura è maggiore, forse proprio a causa del loro recente ingresso nel mondo del vino.

Secondo Sébastien Payel, se la tecnologia può risolvere un problema reale, lo può fare in ogni luogo.

Certo, “… la curva di acquisizione potrebbe essere più lenta nelle regioni del Vecchio Mondo, ma dimostrandone l’utilità si può arrivare allo stesso trend.

Il vignaiolo è il centro dei dati

Non sono ancora molte le aziende vinicole che conoscono come usare le tecnologie digitali per migliorare il proprio lavoro. Proprio per migliorare la comunicazione, Fruition Sciences ha creato nel 2010 il forum Vintage Report, che ha lo scopo di organizzare eventi di discussione ed incontro fra Università, aziende vinicole e società tecnologiche.

Dal 2010 ad oggi si sono già svolte conferenze a Bordeaux, nella Napa Valley, in Provenza e a Paso Robles. ‘Connecting Terroir and Innovation’ è il motto degli eventi.

D: Avete vinto molti premi importanti per l’innovazione nel campo vinicolo. Quanto è importante questo, quando incontrate i produttori?

R: Non molto. E’ importante soprattutto per il marchio e nei confronti dei partners.

D: La Francia è il maggior esportatore di vino in Cina. E’ una grande opportunità per voi.

R: In realtà non abbiamo clienti in Cina. Stiamo pianificando di affrontare quel paese una volta che avremo i prodotti appropriati e la forza lavoro necessaria.

D: Avete produttori di vino italiani tra i vostri clienti?

R: Si, un cliente in Toscana.

D: I vostri clienti hanno mai fatto sessioni di degustazione prima e dopo aver usato le vostre soluzioni? Quali sono stati i risultati?

R: Si, in California, e il risultato generale è che i vini sono molto migliorati quando si usano le nostre tecnologie. Puoi leggere le testimonianze nel nostro sito.

Il futuro della WineTech

Le tecnologie della Internet degli Oggetti stanno cambiando anche le nostre città, trasformandole in Smart Cities dove sensori affogati nell’asfalto regolano i semafori ed in cui i dati provenienti dai mezzi pubblici consentono alle aziende dei trasporti di fornire un servizio migliore.

Come ho già scritto qui su Web in Vigna, anche la vigna diventerà una Smart Vineyard, ma anche Sébastien è convinto che il percorso sia ancora lungo.

L’ultima domanda è rivolta a sviluppi possibili. 

D: Verreste anche in Italia a parlare delle vostre esperienze?

R: Certo, perché no.


Ringrazio Sébastien per aver risposto alle mie domande, e per aver atteso più di un mese per la pubblicazione dell’intervista. Un ringraziamento va anche a Raffaele che mi ha fatto conoscere Fruition Sciences.


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