Disruption e industria del vino

Un’azienda vinicola che voglia incamminarsi nell’uso delle tecnologie digitali ha un lungo percorso da fare. Diventa una specie di alchimia, un dosaggio di componenti diversi, un po’ di big data, un po’ di droni, un po’ di monitoraggio, poi proviamo ad aggiungere un robot che gira per le vigne.

Possiamo metterci pure la Blockchain? Why not, tanto a questo punto…

Quindi, perché la Trasformazione Digitale?

Da qualche anno ormai si parla di Disruption, evento completamente distruttivo più o meno come il meteorite che spazzò via i dinosauri 60 milioni di anni fa, o come la bolla delle dot com che spazzò via gli impreparati a marzo del 2000. Ma dopo cosa è successo?

Dopo i dinosauri siamo arrivati noi, chi prima e chi dopo naturalmente, ed il resto lo sapete.

Dopo il 2000 sono rimaste in piedi le aziende che avevano un solido business model, che avevano capito come usare i nuovi strumenti e che sapevano di dover imparare day by day.

AOL non esiste più, Lycos in pochi se la ricordano e pets.com è stato uno dei più grandi botti della storia economica.

Benvenuti nella Digital Disruption, la vostra azienda nei prossimi anni subirà una trasformazione epocale, così iniziate a muovervi e non guardatevi indietro. Dovrete modificare i metodi di produzione, il modello di business, gli strumenti usati per controllare la supply chain.

Digital Disruption e industria del Vino

Per un’azienda vinicola questo vuol dire ad esempio utilizzare i dati provenienti dalla rete dei satelliti europei Copernicus per capire come si sta modificando la vegetazione ed il terreno.

O un piccolo robot che si muove tra i filari facendo analisi delle foglie e delle uve, identificando problemi ed agendo solo lì dove serve.

Ora, se avete 20, 30, 50 ettari, magari questo lavoro lo fate a mano, un giorno in una vigna, domani nell’altra.

Ma immaginate di averne 200, o 500, o di averne soltanto 20 ma non contigui, 7 da una parte, 5 dall’altra della vallata.

Il futuro del vino è digitale

Avere un robot alimentato con una cella solare, potrebbe essere un aiuto quando non riuscite ad essere in due parti contemporaneamente.

Registrare per ogni bottiglia la botte o la vasca d’acciaio dove il vostro vino ha fermentato, tenendo in un database le eventuali variazioni di temperatura, vi fornirà un controllo qualità più accurato.

Tenere sotto controllo il percorso di ogni bottiglia, e sapere che mister Blake a Birmingham sta bevendo il vostro vino, è un’informazione essenziale per la parte marketing, e magari spedirgli un’email in cui lo invitate a venirvi a trovare lo renderebbe felice.

Evitare gli sprechi per la mescita al calice in un ristorante, risparmiando sulle cartucce dei dispenser singoli e verificando in ogni momento, in tempo reale, la situazione delle scorte.

Farvi raggiungere da una famiglia che ha prenotato online per una degustazione e aggiungere alla cassa di vino che hanno comprato anche due biglietti omaggio per il piccolo museo del paese.

Inviare un camion a guida autonoma per caricare il vino sfuso direttamente, portarlo a destinazione e trovare un altro camion a guida autonoma con le bottiglie pronte per essere riempite e trasportate.

Ecco, quando inizierete il percorso per la vostra trasformazione digitale, questo sarà quanto vi capiterà.

Non tutto insieme, però, altrimenti c’è il rischio di far scoppiare la provetta dove state dosando tutti gli elementi.

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