Fermi i nuovi bot su Facebook

La vicenda Cambridge Analytica ha fatto la sua prima vittima, e non è il fatturato di Mark Zuckerberg, ma il bot che gira su Messenger.

Un sacco di bot

Come vedete nella home page di Web in Vigna, c’è un pulsante con cui potete interagire con la mia pagina, o meglio, con il bot di Web in Vigna che risponderà ad alcune domande e vi darà alcune informazioni. 

E’ fatto con la piattaforma Chat Fuel, un modo gratuito e semplice per iniziare a prendere confidenza con questo modo di coinvolgere i propri lettori.

Sto sperimentando un po’ il funzionamento di questi piccoli amici, ed è divertente. 

Ora però Facebook sta iniziando a correre ai ripari, dopo che proprio i bot automatici hanno inviato post basati sulle ormai famose raccolte dati dei 50 milioni di account usati da Cambridge Analytica.

Sia Chat Fuel che Many Chat, altra piattaforma che offre lo stesso tipo di servizio, hanno inviato una email a tutti i propri utenti con la quale avvertono che il social sta facendo qualche controllo su tutti i bot che girano sui propri server.

Controllo dei bot, fermi quelli nuovi su Messenger

Tutti i bot funzionanti e connessi ad una pagina continueranno a funzionare come prima, ma se li disconnettete non sarete più in grado di ricollegarli nuovamente, almeno finché i sistemisti di Facebook non avranno terminato i propri controlli.

Qui trovate la pagina dove viene spiegato cosa stanno facendo sulla piattaforma di Messenger, e cosa comporterà questa revisione.

Quindi, se ad esempio avete in mente di fare qualche modifica, e quindi dovete fermare il bot, dovrete aspettare un bel po’ per poterli riattivare.

Avere un bot nella propria pagina social può essere un buon metodo per coinvolgere i propri clienti, o per iniziare ad interessare quelli nuovi. L’interazione personale, come ho già detto più volte, è la caratteristica migliore di Internet di questi ultimi anni.

Interazione semplice, non furto di dati

Può risolvere piccoli problemi di un cliente, ad esempio per un reso di merce, un difetto, una richiesta di spiegazioni, e li fa sentire non abbandonati.

Tutti sanno che il bot è solo un software che risponde in modo programmato, ma avere qualcuno a cui rivolgersi è certo un valore aggiunto; il cliente, o l’utente, rimane soddisfatto, sapendo che presto sarà contattato da un essere umano che gli risolverà la difficoltà.

E magari potete predisporre un modulo di contatto o un indirizzo email dedicato solo a chi ha interagito con il vostro bot.

Il vantaggio di avere un bot è anche che potete vedere chi interagisce con la vostra pagina social, cosa vi chiede e a che ora, dandovi così una misura del coinvolgimento che riuscite ad ottenere dai vostri fan, quali problemi incontrano con il vostro prodotto o il vostro servizio, e vi consente di mettere in atto le procedure per risolvere il malfunzionamento.

Anche alla luce del nuovo GDPR (Global Data Protection Retention) europeo, che andrà in vigore dal 25 maggio (e di cui vi parlerò tra un paio di post), e soprattutto allo scandalo dei dati usati in modo poco ortodosso da Cambridge Analytica, Facebook sta cercando di capire che dati ogni bot recupera, che utilizzo ne viene fatto, e da chi. 

Così, se avevate intenzione di crearvi un bot, questi non sono certo i giorni migliori, ma potete verificare che quello che già avete stia facendo un buon lavoro. 

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