Il futuro delle degustazioni del vino dopo l’emergenza

degustazioni virtuali del vino

A quanto si dice, ma prendetelo con le molle, il tempo necessario per cambiare un modello di comportamento è di un paio di mesi. Probabilmente, a causa dell’emergenza Coronavirus, questo potrebbe essere il periodo in cui fiere e degustazioni, eventi di mercato e incontri d’affari, verranno bloccate. E per lo stesso periodo, saranno fermi i vari professionisti del settore: quelli che scrivono le recensioni delle degustazioni del vino, lo assaggiano, lo propongono, ne aiutano le vendite.

Assaggi reali e condivisione virtuale

È chiaro che è difficile immaginare di fare una recensione vinicola senza poter viaggiare, senza andare in cantina, senza versare il contenuto della bottiglia nei nostri calici. Le riunioni virtuali, la cloud tasting, può andare bene se occorre scrivere un articolo, ma il vino va vissuto fisicamente. Farlo a distanza, non ha molto senso.

Circa 30 anni fa, la cantina australiana Rosemount e la californiana Mondavi, avevano deciso di costruire una joint venture, e così sorgeva il problema di decidere il blend finale del nuovo vino. Stiamo parlando di quando Internet non esisteva, almeno non così diffusamente come ora; Skype, FaceTime, MS Teams, erano ancora di là da venire. Quindi l’enologo australiano Philip Shaw ed il reponsabile della produzione Tim Mondavi, dovettero affidarsi al vivavoce del telefono.  Dovettero parlare della loro nuova etichetta, fare le prove di assaggio e scambiarsi le opinioni al telefono, prendere decisioni su argomenti fiscali non di second’ordine. 

La telefonata durò 45 minuti (una intercontinentale non costava poco, non c’era il VOIP), e non ci fu bisogno di incontri o viaggi in aereo. Oggi tutto questo sarebbe estremamente più facile, una video conferenza multipla possiamo farla tutti (a patto di avere banda sufficiente).

L’epoca in cui viviamo oggi è completamente diversa. Esiste la possibilità per un chirurgo di fare un’operazione a distanza, e questo grazie agli ingegneri del settore dei videogiochi che hanno sviluppato cuffie ed occhiali per la realtà virtuale. E se è possibile per un medico aiutare a svolgere operazioni in ospedali a migliaia di chilometri di distanza, potrebbe essere possibile fare degustazioni del vino a distanza coinvolgendo più persone. In teoria, si potrebbe addirittura camminare virtualmente all’interno della cantina o tra i filari, osservando il terreno e le uve.

Alcune aziende hanno già iniziato a scoprire le potenzialità della realtà virtuale, come potete leggere in questo mio post

Degustazioni digitali del vino

Per presenziare ad eventi, si potrebbero sfruttare degli ologrammi, come fece il candidato alla presidenza francese Jean-Luc Mélenchon nel 2017. La società di consulenza Accenture ha ospitato un evento in cui due dei suoi dirigenti più anziani sono anche apparsi in ologramma e hanno persino avuto una chiacchierata virtuale davanti al pubblico.

Le competizioni enologiche sarebbero più difficili da organizzare? Con gli adeguati strumenti tecnologici, credo di no. Certo non sarà una cosa da fare in poco tempo, ma potrebbe essere il prossimo passo, il prossimo futuro delle degustazioni sul vino. 

Tecnologie innovative per le degustazioni

Nel 2015 l’enoteca Old York Cellars, New Jersey, organizzava fra i propri clienti delle degustazioni virtuali: scelto il vino, i partecipanti si vedevano recapitare a casa un campione della bottiglia scelta, da assaggiare poi tutti insieme. Bastava un account Twitter per i commenti ed un portatile per potersi guardare. 

Lo scorso anno la società di importazione Lux Wines, fondata dalla E&J Gallo nel 2014, ha organizzato una visita virtuale tra i vigneti di alcuni produttori presenti nel proprio portfolio. La lista potrebbe continuare.

Se tutto questo sembra un po’ inverosimile,pensate alle auto senza conducente, che fino ad un paio di anni fa sembravano una cosa fantascientifica.  E non ci scordiamo, oltre l’emergenza sanitaria, che siamo tutti di fronte a una crisi climatica che richiederà un cambiamento nelle nostre abitudini primarie.

Forse, nei prossimi due mesi il Coronavirus ci aiuterà a trovare soluzioni radicali anche nel campo delle degustazioni del vino e delle visite in cantina.

Foto di Eugene Capon da Pexels

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