Come ho già scritto, e così come hanno fatto altri più noti di me, portare i produttori di vino verso la tecnologia è un lavoro difficile.

La tradizione del secolo scorso

Esistono molti fattori che rendono questa strada tutta in salita, primo di tutti la tendenza naturale delle aziende vinicole a mantenersi aggrappati alle loro tradizioni, e come sappiamo l’innovazione nell’industria del vino è un processo lungo. Molte aziende hanno lo stesso metodo di produzione e la stessa modalità di vendita che avevano 100 anni fa.

Se per quanto riguarda la qualità del vino questa è una buona cosa, per quel che riguarda il commercio rischia di lasciare il Vecchio Continente al palo, rispetto a regioni vinicole più giovani ma più intraprendenti, e soprattutto rispetto ad un mercato che si sta spostando sempre più verso Oriente.

Negli ultimi 10 anni, se non ve ne siete accorti, è nato il mercato digitale, che ha aiutato a creare nuove professioni, nuovi modi di vendere, di comprare e di pagare.

Nuovi mercati del vino

I wine club e gli e-commerce dedicati al vino sono sempre più presenti ed importanti nel commercio vinicolo, e la vendita diretta è un trend in crescita. Contemporaneamente, le tecnologie digitali diventano per l’utente sempre più semplici e veloci.

Alcune grandi aziende vinicole già dialogano e lavorano con le società tecnologiche, app e piattaforme che nascono, e spesso muoiono, nel giro di pochi mesi. Nel frattempo i grandi della Digital Economy stanno osservando, pronti ad investire o acquisire piccole compagnie innovative per inglobare, nei loro server, le numerose applicazioni.

L’industria del vino può essere un grande acceleratore per l’innovazione digitale, con il proprio mercato da decine di miliardi di euro ogni anno in import/export, enoturismo, aste di bottiglie di alto prezzo, mercato interno.

Disruptive Wine Industry

E naturalmente accadrà anche il contrario, le Disruptive Companies spingeranno le aziende vinicole ad usare sempre più le loro tecnologie, migliorando la produzione, aiutando a raggiungere mercati più lontani, controllando la filiera.

Quando entrambi i mondi si incontreranno con reciproca soddisfazione, e soprattutto quando inizieranno gli accordi tra una delle FAAMG (Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, Google) e qualche grosso nome della produzione vinicola, tutti gli altri vignaioli li seguiranno, spingendo sviluppatori ed aziende dell’innovazione digitale ad offrire sempre più nuove applicazioni e piattaforme, e nuovi modelli di business.

Questo provocherà una spirale positiva, ed una trasformazione fondamentale del mondo del vino. È solo questione di tempo.

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