Innovazione e vino in UK

Di certo non è il Regno Unito il primo paese che vi viene in mente quando l’argomento è il vino, ma lo è se si parla di tecnologia ed innovazione.

Università tra i filari

Ho contattato mr. Euan Wemyss, dell’ufficio stampa della facoltà di Medicina, Scienze Mediche e Nutrizione dell’Università di Aberdeen grazie al suo articolo sull’uso della tecnologia nella produzione di vino in UK, comparso un paio di anni addietro sul sito universitario, e lui è stato così gentile da mettermi in comunicazione con il dr. David Green, geografo ed esperto di sistemi di rilevamento dati geografici (GIS) alla stessa Università, che ha risposto ad alcune mie domande.

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L’interesse del Regno Unito per il vino, nelle vesti di produttore, è relativamente recente, sfruttando anche l’innalzamento delle temperature che, nonostante sia un avvenimento non positivo per la Terra, sta spostando verso le latitudini più a nord alcune coltivazioni tipiche delle zone climatiche temperate.

Non credo che in Scozia si riuscirà tanto presto a coltivare Trebbiano, Vermentino o Fiano d’Avellino, ma i britannici hanno dalla loro una visione più laica della tecnologia, e probabilmente non avere una forte tradizione enologica li rende più liberi di usare tecniche che alcuni dei nostri vignaioli guarderebbero dall’alto in basso.

Naturalmente, come sottolinea David, l’interesse è maggiore in quelle nazioni, come l’Australia, dove l’importanza dell’economia basata sul commercio del vino è tale da giustificare investimenti tecnologici importanti, e per quelle aziende abbastanza grandi da poter sostenere i costi. E’ certo più complicato per le piccole aziende familiari.

Un ritratto che in teoria potrebbe calzare anche meglio per l’Italia, se vi fosse un gap tecnologico meno accentuato.

Le vigne tecnologiche del Regno Unito

In realtà la Gran Bretagna conosce i filari di vite già dall’epoca romana, ma è dalla fine degli anni ’50 che ha cominciato a suscitare un certo interesse, aumentando poi tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del 1980.

La viticoltura inglese si è espansa fino ad oggi, e le aziende vinicole sono aumentate da 212 a oltre 400, migliorando nel contempo la qualità dei vini prodotti, particolarmente i vini spumanti.

Abbiamo vigneti in Scozia e nello Yorkshire, con uve bianche e rosse, mentre è il Sud Est ed il Sud Ovest della Gran Bretagna ad essere focalizzato nei vini spumanti. Pensa che alcune aziende Francesi stanno acquistando terreni qui da noi per costruire vigneti, soprattutto nel Sud Est, dove i cambiamenti climatici hanno portato una certa vicinanza alle condizioni che si trovano nella regione francese dello Champagne. E nel Sud Ovest o in Cornovaglia un clima più caldo al termine della stagione è favorevole negli stadi finali della maturazione dei grappoli e per la vendemmia.

Attualmente nel Regno Unito si contano oltre 800 ettari di vigneti, e probabilmente la tecnologia moderna può aiutare molto i viticoltori britannici nella produzione, soprattutto degli sparkling wines che oggi vanno più di tendenza, grazie al clima ed alle proprietà del suolo. Queste nuove produzioni inoltre migliorano le attività legate al turismo del vino, provocando così un circolo virtuoso fra turismo e nuovi impianti.

La tecnologia può, e già sta facendo, molto per aiutare la viticoltura britannica e la gestione della vigna, dall’impianto di nuove viti con l’aiuto dei sistemi GPS, al monitoraggio con droni o UAV (Unmanned Air Vehicle), fino al collezionamento dei dati digitali relativi al suolo ed alla mappatura delle vigne per migliorare la raccolta dei dati come la misura dell’NDVI, un indicatore grafico utilizzato per analizzare i dati ottenuti dal telerilevamento.

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La Viticoltura di Precisione (PV), fornisce un aiuto per la gestione delle piante e del raccolto, così da migliorare, si spera, il profitto della vigna e della cantina.

Precisione e risparmio

I dati serviranno per le previsioni, e le informazioni aiuteranno i gestori delle vigne a pianificare e prendere le decisioni più velocemente, minimizzando i costi di gestione ad esempio applicando i fertilizzanti solo nelle aree interessate del vigneto piuttosto che su tutto il terreno, con ovvia diminuzione dei costi.

Certo, alcune di queste tecnologie all’inizio erano piuttosto costose e complicate, specialmente per le piccole aziende vinicole, ed era necessario del tempo per imparare ad usarle al meglio, spingendo alla consulenza con personale esperto.

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Oggi però queste soluzioni sono sempre meno costose e semplici da usare, e basate su tecnologia disponibile in ogni smartphone.

Vino e tecnologia internazionali

Naturalmente ora abbiamo UAV RTF (Ready to Fly), ossia i droni e videocamere a basso prezzo, perciò la rapida evoluzione della tecnologia è un fattore abilitante per i produttori di vino per fare molte delle cose che potrebbero aiutarli ad un prezzo accessibile. Questo spingerà gradualmente alla creazione di servizi di localizzazione, rendendo le cose ancora più facili.

La specializzazione del dr. Green in viticultura e gestione della vigna, insieme ai suoi studi sui sistemi GIS (Geographical Information System), l’hanno portato allo sviluppo di avanzate tecniche nell’uso delle videocamere trasportate dai droni:

Ho lavorato con molte persone nel Regno Unito, Polonia, Canada, USA e Svizzera, per illustrare il ruolo che le tecnologie geospaziali possono avere nella raccolta dei dati e nella loro elaborazione anche alla scala dei vigneti più piccoli. Molti sforzi infatti sono stati fatti grazie alle università, ma questo sta pian piano cambiando con le tecnologie che diventano sempre meno care e sempre più diffuse.

Il dr. Green ha infine aggiunto che l’uso delle nuove tecnologie nel Regno Unito sta conquistando sempre più viticoltori, in parte grazie alla loro giovane età, ed in parte grazie all’uso diffuso di dispositivi mobili, come smartphone e tablet, e naturalmente da una buona copertura della banda larga.

Credo che tra i punti più importanti emersi dell’intervista, due siano quelli che dovrebbero far riflettere sia il mondo vitivinicolo italiano, che le aziende tecnologiche che vogliono investire in questo campo:

Il primo, l’uso di tecnologia avanzata aiuta nella gestione della vigna, aumentando il risparmio nei trattamenti e nella gestione.

Il secondo, che il settore della viticoltura di precisione può essere un traino per le aziende che sviluppano tecnologie e metodi di analisi dei dati.

In un prossimo numero della Newsletter inserirò alcuni link a documenti molto interessanti che David ha gentilmente condiviso con me.

Nota: Ringrazio il dottor David R. Green per il tempo che mi ha dedicato, e mr. Euan Wemyss per la courtesy.

Thanks to dr David R. Green for the time spent, and mr Euan Wemyss for his courtesy

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