Intervista su due ruote ad Adrian Tamblin e Wine Routes

Ho conosciuto Adrian Tamblin grazie al gruppo Facebook Social Media + Wine, frequentato da molte ottime persone. Ho scoperto così la sua app Wine Routes, e l’ho intervistato per voi. 

Wine Roland Bene, Adrian, grazie per essere qui. Racconta brevemente di te per i lettori di Web in Vigna.

Adrian Tamblin Abito a Sonoma, sono nato qui in California, ed attualmente sono CEO e co-founder di Wine Routes, una app per desktop e smartphone che ha lo scopo di migliorare l’esperienza dell’enoturista. Il mio spassionato amore per il vino, i viaggi e l’avventura, abbinato con il mio passato da imprenditore, mi hanno portato a mettere insieme una squadra per cogliere le sfide e le opportunità dell’enoturismo.

Prima di Wine Routes sono stato per 10 anni Direttore delle Operazioni alla Directory of Schools, un portale che consentiva agli studenti di trovare programmi educativi attinenti ai loro interessi in circa 1600 università in tutti gli USA.

WR: Quando è nata la tua passione per il vino?

AT: Ho conosciuto il vino da ragazzo, era normale per la mia famiglia portarne a tavola a cena una bottiglia, o per qualche ricorrenza. Crescendo, mi sono reso conto di essere appassionato ad imparare sempre più sul vino, sui suoi sapori ed aromi, gli abbinamenti, le tipologie e le differenze tra le regioni enologiche. Un apprendimento che non ha mai fine. Inoltre, essendo nato e cresciuto a Sonoma, circondato dai migliori produttori, era difficile non andare a visitare le loro cantine ed imparare sempre di più.

Un giorno in cantina

WR: Mi sono iscritto a Wine Routes, una app piuttosto ben fatta. Dicci qualcosa in più, quando l’hai pensata, chi sono i tuoi soci, che piattaforma usate.

AT: Il momento dell’illuminazione per Wine Routes è arrivato in uno dei miei compleanni, quando ho ricevuto in regalo un’agenda da mia zia. All’inizio non gli ho dato molto peso, ma quando l’ho guardata da vicino ho visto che era stata personalizzata per prendere nota dei vini che avevo bevuto e delle cantine che avevo visitato.

Sulla copertina c’era stampato “Adrian’s Wine Adventures”, e nelle prime pagine c’erano notizie su vari vini, le regioni di provenienza, le caratteristiche, eccetera. Potevo aggiungere l’annata, le mie note di degustazione, il prezzo. Ho subito pensato quanto sarebbe stato interessante poter ricordare tutte le mie esperienze enoiche.

Facendo qualche ricerca in rete, mi sono reso conto che l’industria del vino era ancora un po’ indietro per quel che riguarda l’uso del web e delle normali tecnologie digitali, così a settembre 2015 ho messo insieme una squadra di gente in gamba, da sviluppatori software a designers di interfaccia fino ad esperti di business intelligence e data analytics, ed abbiamo iniziato a sviluppare Wine Routes.

WR: Quindi Adrian, Wine Routes risolve un problema ai clienti, quello di poter identificare le cantine in base a vari parametri

AT: Esatto. La piattaforma aiuta inoltre le aziende a posizionare meglio il proprio brand e migliorare il rapporto con i propri clienti.

Per gli utenti, Wine Routes viene usato per pianificare le visite in cantina in base alle loro preferenze personali, condividendo le loro esperienze con altri utenti.

Per le aziende, è una piattaforma che aiuta ad incoraggiare gli appassionati ad andare a visitarli. 

Naturalmente, man mano che la piattaforma cresce, ci saranno sempre più suggerimenti e indicazioni.

Prossimi sviluppi

WR: Che piano avete per gli sviluppi?

AT: Stiamo costruendo servizi e caratteristiche per migliorare il rapporto tra appassionati e aziende vinicole. In particolare abbiamo alcune iniziative per sviluppare la parte di data analytics dedicata al mercato.

WR: Che business model avete? Voglio dire, come pagate le bollette?

Una delle passioni di Adrian

AT: In primo luogo monetizziamo tramite advertising. Abbiamo costruito una piattaforma proprietaria che aiuta a ridurre i costi e migliorare l’accesso alla pubblicità, con tutte le metriche necessarie per il marketing. Forniamo flessibilità ed una serie di sconti per i brand con il miglior conteggio di impression.

Inoltre, cooperiamo con le associazioni vinicole e le agenzie statali di turismo per arrivare ad un obiettivo comune, portando con più semplicità il wine lover fino alla porta della cantina.

WR: Come riuscite a convincere le aziende vinicole ad essere presenti nella vostra app?

AT: La risposta è semplice. Siamo l’unica piattaforma online che fornisce un approccio integrato e chiude il giro, dai tool per l’utente per trovare la cantina giusta, alla pianificazione del viaggio, mantenendo anche per il futuro un legame tra l’appassionato e la cantina. Le aziende possono vedere i loro analytics, inviare notizie ai loro clienti e gestire più cantine con un singolo account. Insomma, l’engagement viene migliorato.

EnoTurismo si, ma digitale

WR: Il turismo del vino è sempre una fantastica esperienza per un wine lover. Quanti visitatori occasionali hanno le cantine?

AT: Le nostre ricerche mostrano che in media gli appassionati di vino fanno 2,6 degustazioni l’anno, e molti tornano nella stessa cantina o nella stessa regione. In ogni modo, circa 23 milioni di turisti hanno visitato la California del vino lo scorso anno, molti per la prima volta, quindi c’è molto spazio per noi.

WR: Il turismo del vino è il futuro del mercato vinicolo?

AT: È probabile che lo diventi, con la crescita dell’industria del vino e con le leggi che diventano più permissive, qui negli USA. Il mercato del Direct-To-Consumer è in forte espansione.

Sono convinto che i produttori stiano cercando di diventare sempre meglio posizionati nel mercato, e grazie al flusso dei turisti saranno spinti ad offrire prodotti sempre migliori e servizi più innovativi. 

Essere i primi su una piattaforma digitale, fa molta differenza nell’acquisizione ed il mantenimento dei clienti, ed il momento giusto è proprio ora. Chi abbraccerà l’innovazione e le nuove tecnologie giocherà un ruolo di prima fila nel settore dei viaggi e del turismo dedicati al vino. 

La nostra piattaforma vuole fare questo, aiutare le aziende a posizionarsi nel mercato digitale.

WR: Tu sei un ciclista. Capisco che vino e bicicletta non vadano d’accordo, ma esistono gare organizzate in mezzo ai vigneti?

AT: Di certo, bere e guidare o bere e andare in bicicletta non devono mai stare insieme.

La mia squadra ed io spesso facciamo qualche degustazione dopo un allenamento, perché vivendo a Sonoma County, con 400 aziende vinicole tutto intorno, capita spesso di ritrovarci in mezzo alle vigne. Quando ci organizziamo in questo modo, facciamo in modo di incontrarci con un familiare con l’automobile o con un furgone, così da tornare a casa insieme. Inoltre esistono gare che terminano nei pressi di una cantina, ma sono organizzate in modo da consentire il ritorno sicuro dei partecipanti. Ti posso assicurare che sapere che ti aspetta un calice di Chardonnay fresco al termine della corsa, rende più piacevoli gli ultimi chilometri!, 

Red Peloton Team Training Camp 2015

WR: Se io avessi un’azienda vinicola, come dovrei fare per essere inserito in Wine Routes?

AT: Dovresti innanzitutto iscriverti come utente direttamente da wineroutes.com/signup. Poi basterà andare sulla pagina  wineroutes.com/businesses o seguire il link “Claim Your Vinery” in fondo al sito. Una volta che la tua richiesta è stata accettata, ti verrà inviata una email per la verifica del sistema di pagamento, dopo di che potrai accedere alla dashboard dedicata alla tua cantina. La registrazione era gratuita fino al mese scorso, da adesso chiediamo il pagamento di un contributo per iscrizione e supporto.

Dalla dashboard, le aziende vinicole possono gestire il loro profilo completamente, editando informazioni sul tuo calendario di degustazioni, aggiungendo le schede dei vini, e creando le gallerie di immagini per mostrare la cantina.

Così, spero di vedervi presto a visitare le nostre cantine, naturalmente usando Wine Routes per indirizzarvi durante il viaggio. Salute!  

 

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