Le applicazioni dedicate al vino spesso sono un utile elenco di vini con abbinamenti e giudizi degli utenti, ma poche prevedono la parte di geolocalizzazione e mappatura.

Tra le app che invece hanno questa caratteristica c’è Mappedeivini, che per ora si trova solo nell’Apple Store, mentre la versione per Android, prevista inizialmente per lo scorso anno, non è ancora uscita.

Ideatore del progetto Mappedeivini è Riccardo Ravaioli, anche lui un sommelier, che in collaborazione con la software house Swell di Ravenna, ha curato la parte dei contenuti.

Cosa fa Mappedeivini e come è nata?

Questo è quanto che mi ha raccontato Riccardo.

Siamo partiti nel 2012 e ancora oggi dedichiamo tempo al progetto Mappe dei Vini. A breve dovremo rilasciare la versione 1.6 della APP FULL e la 1.4 per la versione LITE. Fondamentalmente il gruppo di lavoro è formata da me (Riccardo) che mi occupo di tutti i contenuti essendo un Sommelier appassionato di vino e da Mirco di SWELL sviluppatore di APP;  poi ci appoggiamo a professionisti di settore se lo riteniamo opportuno.

mappedeivimappa
La realtà è nata nel periodo in cui spuntavano nuove denominazione del vino come funghi, non riuscivi a fare una pubblicazione che era già obsoleta. Quindi c’è stata l’esigenza di fare una APP dinamica che fosse implementabile ad ogni variazione. Oggi esistono altre APP simili alla nostra.

Attualmente del progetto Mappe dei Vini esistono 3 APP solo per iOS. La prima è la versione LITE, gratuita con tutte le funzionalità ma con i soli contenuti della regione Emilia-Romagna; poi la versione FULL completa con tutti i contenuti del territorio nazionale al costo di 7,99€; infine la versione FULL in inglese “Wine Maps of Italy”, anche questa a pagamento.

Per quanto riguarda i numeri complessivi dei download sono nell’ordine delle 6000 unità circa con il rapporto 10/1 circa tra quella gratuita e quelle a pagamento.

Poco interesse dal vino italiano

mappedevinilogoAlla domanda se vi fosse stato interesse dal mondo vinicolo, Riccardo nicchia un po’. Sono stati contattati da alcune aziende in Oceania (!) per acquistare il software e l’app, mentre dall’Italia sono arrivate richieste da alcuni produttori per essere inseriti nel database dell’app oppure apportare delle variazioni ai dati presenti il tipo il cambio dell’enologo.
La parte dei contenuti del progetto, ad esempio la geolocalizzazione delle aziende, è stata ottenuta direttamente da Google Maps e dai siti web delle aziende mappate. Un buon sito da utilizzare è iTouchMap, che consente anche di inserire un elenco di indirizzi ed ottenerne la corretta localizzazione sulla mappa. Naturalmente i dati all’interno dell’app appartengono a Mappe dei Vini, come ad esempio le mappe; altrettanto naturalmente invece i dati reperibili dai siti web delle varie cantine sono di dominio pubblico.

Open data e mappe digitali

Ho chiesto infine a Riccardo se fosse a conoscenza di un database pubblico, nell’ottica degli Open Data, contenente l’elenco di tutte le cantine di una certa denominazione, con l’indirizzo e magari le coordinate geografiche. 
Che io sappia no. Il motivo, credo sia legato ai consorzi, punto di aggregazione per le cantine, ognuno pensa alla propria realtà locale e non al quadro d’insieme nazionale.
L’ultima domanda è stata sulle prospettive future ed i nuovi progetti.
Abbiamo lanciato di recente una nuova APP “Aromi dei Vini” sia per Android che iOS. Questa rappresenta visivamente i profumi intangibili dei vini e racconta per ogni Vino/Vitigno quali sentori aromatici si incontrano mettendolo al naso. Con nostro stupore molte cantine ci contattano per farci fare le foto dei propri vini da appendere nelle sale di degustazione oppure per metterli nelle loro brochure. Altri progetti sono ancora in stato embrionale.
La geolocalizzazione o più semplicemente la mappatura delle cantine può essere una grande nicchia per sviluppatori e creatori di contenuti, come Riccardo e Mirco.

In realtà dovrebbe essere interesse degli stessi Consorzi avere a disposizione strumenti di questo genere, ma non sembra che siano molto attenti (per usare un eufemismo) alle innovazioni ed alle opportunità che la tecnologia potrebbe portare, in termini economici e di miglioramento dei servizi offerti.

In bocca al lupo quindi a Mappedeivini, e grazie a Riccardo per avermi risposto volentieri a tutte le domande.

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