La tracciatura del vino con la Blockchain

tracciatura del vino blockchain

La Conoscere il percorso di un prodotto, soprattutto se di valore, è di fondamentale importanza per tutta la filiera. Questo è valido anche per il vino, e la tecnologia basata sulla blockchain può essere di aiuto per tracciare i passaggi di mano di bottiglie pregiate.

Blockchain: difesa dalle contraffazioni

La blockchain è già usata, come noto, per la tracciatura di bitcoin ed altre criptovalute; facendo una similitudine, è come se fosse un registro dove vengono segnati tutti i passaggi di stato di un certo prodotto. Questo registro però non viene scritto da una sola persona, cosa che potrebbe portare a manipolazioni e contraffazioni, ma viene certificato da molti altri soggetti. La transazione sarà valida solo se tutti concordano a certificare la verità dei vari passaggi di stato.

La Everledger è una società inglese, esperta nel trasporto e tracciatura dei diamanti utilizzando una tecnologia basata su blockchain. Insieme alla Avery Dennison, azienda specializzata nel packaging e nella creazione di etichette adesive, hanno ideato un sistema per la tracciatura di bottiglie di vino di alto valore lungo la catena della distribuzione. Potete leggere il mio post dove spiego come avviene la certificazione tramite blockchain per le bottiglie di vino.

Secondo la Wine Trade Network, uno dei maggiori distributori vinicoli degli USA, questo sistema riuscirà a combattere la contraffazione cui sono soggette le bottiglie di vino di alto valore. Nel Regno Unito le frodi di questo genere provocano una perdita di 220 milioni di £, causate dal commercio truffaldino di vino e distillati.

Bottiglie certificate digitalmente

Il sistema ideato dalla Everledger prevede l’inserimento nell’etichetta di un marchio digitale univoco per ogni bottiglia; i rivenditori, i commercianti e naturalmente l’acquirente finale, possono leggere questo marchio grazie alla tecnologia NFC, quindi usando solo il proprio smartphone. Ad ogni passaggio, il marchio digitale può registrare la transazione, e scriverla nell’algoritmo della blockchain; questo meccanismo certificherà che la bottiglia acquistata è davvero quella prodotta. Andate a leggere anche il post dove mostro altre aziende che usano etichette digitali per certificare la provenienza del vino.

Il sistema, come tutti quelli basati su blockchain, è valido se ogni nodo della transazione accetta di porre la propria firma digitale durante il passaggio della bottiglia; in pratica, la certificazione riguarderà la sola bottiglia.

Le pratiche fraudolente come il refilling, ossia il riempimento di una bottiglia con altro vino, in genere di bassa qualità e prezzo, con questo sistema non vengono evitate, ma è certo un punto di inizio.

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