Sapere le abitudini di spesa dei nostri clienti è fondamentale in ogni campagna di marketing, e l’analisi dei dati del marketing del vino non fa eccezione.

Vino, big data e analisi degli acquisti

L’ultimo report del Wine Business Monthly Issue ha un capitolo dedicato allo studio dei dati di mercato delle vendite di vino, così può essere interessante capire cosa dicono alcuni dei maggiori analisti mondiali.

Che il mondo del vino sia importante anche per chi si occupa di tecnologia, è un dato di fatto, visto che la Silicon Valley Bank ha una divisione dedicata proprio al vino:

L’industria del vino deve fare un lavoro migliore, nella vendita e nel marketing, usando gli strumenti digitali. Vedo la necessità di un prodotto basato sui big data che sia utile ed accessibile per tutto il comparto (Rob McMillan, founder e Vice Presidente esecutivo della Wine Division della Silicon Valley Bank)

Aziende come Customer Vineyard, sono particolarmente attente al mercato del DTC, il Direct To Consumer, ossia la vendita diretta. Usando le informazioni dei 5 maggiori wine business degli USA, hanno accumulato ed analizzato 50 milioni di dati, relativi a circa 150.000 clienti.

Il guadagno medio annuo degli acquirenti online si aggira attorno al milione di dollari: il mercato del vino potrebbe essere molto più prossimo al mercato del lusso di quanto si possa pensare.

Vino, nicchia di lusso

Incrociando questo risultato con il dato che il 37% degli acquirenti di età maggiore di 60 anni contribuiscono per il 42% di tutto il fatturato, scopriamo che forse l’importanza data al mercato dei Millennial è eccessiva.

Big data per il vino

Il 71% del guadagno della vendita diretta arriva da appena il 30% dei clienti, mentre il 42% di loro vive a meno di 150 km dall’azienda vinicola dove comprano il vino.

Porsche, l’auto preferita dai wine lovers

Un altro dato che potrebbe portare un certo interesse, a seconda del tipo di vino che vendete o che producete, è l’intersezione tra il tipo di automobile guidata dai clienti delle aziende vinicole.

Solo lo 0,2% della popolazione USA possiede una Porsche, ma la percentuale sale al 2% tra gli appassionati di vino, e l’auto più utilizzata dai wine lovers è una BMW, mentre quella meno probabile è la Toyota.

Tra gli sport preferiti troviamo il tennis, il wine lover è amante dei musei, si iscrive alle newsletter finanziarie e va spesso in crociera. Un buon marketer saprebbe come sfruttare al meglio queste informazioni.

Probabilmente questi dati sono viziati dal tipo di campione usato: uno dei 5 wine business utilizzati per la raccolta dei dati è Chateau Montelena, che nel proprio listino ha bottiglie dagli 80$ ai 150$, il che sposta decisamente la media del compratore verso l’alto.

Tradizione del vino e Tecnologia: Intersezione

Quel che è interessante però è che incrociando dei dati, apparentemente senza correlazione, si possono fare delle previsioni che potranno dirigere una campagna di marketing, la politica dei prezzi, la creazione di servizi dedicati per un determinato segmento di clienti.

Mercati più ricchi, come gli USA o l’Australia, stanno dedicandosi molto all’analisi dei dati di mercato del vino, iniziando ad ottenere buoni risultati.

L’Italia è sempre contenta della quantità di vino prodotta, mentre dovrebbe preoccuparsi anche del fatturato del proprio vino, soprattutto rispetto ai mercati più giovani.

Adagiarsi sulle posizioni raggiunte è sempre un errore, perché non consente di sfruttare al meglio le proprie potenzialità.

La vendita diretta è il trend del momento, è un settore che andrebbe coltivato anche qui da noi, nel Vecchio Continente, dove ogni azienda vinicola è circondata da panorami e borghi che certo in USA, in Australia, in Nuova Zelanda non hanno.

Il rischio è restare indietro anche in questo settore della nostra eccellenza.

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