L’enoturismo non può prescindere dalle innovazioni digitali e dall’uso del web, strumenti che in realtà sembrano essere piuttosto distanti dalla wine industry.

Qualcuno che lavora bene c’è, ed è per questo che ho intervistato con piacere Sabina Cantarelli, presidente della Strada del Vino del Trasimeno.

Il vino del Trasimeno

Grazie per avermi concesso questa intervista, Sabina. Cosa fa una Strada del Vino?

Le sdV nascono grazie ad una legge nazionale nel ’99 poi recepita dalle Regioni.

Secondo me era un progetto molto interessante e lungimirante perché anticipava un fenomeno, quello dell’enoturismo, che oggi è importantissimo.

L’idea era che si mettessero assieme più attori: Cantine, Comuni, ristorazione, attività ricettive, per creare e promuovere percorsi caratterizzati da innumerevoli punti di interesse.

La cosa più importante a mio avviso è che tutte le SdV hanno un Regolamento che detta standard di qualità da rispettare: le cantine – ma ci sono standard per tutte le tipologie di aderenti – devono essere attrezzate per ricevere visitatori in termini di igiene, spazi e capacità di accoglienza (lingue parlate) e questo è un elemento fondamentale per lo sviluppo qualitativo dell’enoturismo.

Aprire i luoghi di produzione allo sguardo dei visitatori, ha comportato per molte cantine dover fare un salto di qualità, anche in termini di processi produttivi.

Due parole sul vostro territorio

Il territorio è facilmente identificabile perchè ha il lago Trasimeno al centro e si sviluppa in un sistema di colline dolci: ciò che più caratterizza questo territorio è il microclima favorevole determinato dal bacino del lago che mitiga i freddi inverni e trattiene il calore estivo per un autunno temperato.

Quante cantine sono associate, e cosa vuol dire essere associati ad una strada del vino, per una azienda vinicola?

Ci sono oltre 20 cantine, che sono quasi tutte quelle del territorio ed è per questo che è facile lavorare assieme: si è creato un clima favorevole di collaborazione.

Solo 4 cantine hanno una dimensione medio-grande, mentre la maggior parte dei produttori non supera i 10 ettari di vigna, con una presenza importante di giovani vignaioli molti motivati.

Far parte della SdV significa potersi confrontare e cercare ambiti di sviluppo comuni, come ad esempio l’accento che si sta localmente ponendo sul Gamay del Trasimeno – una Grenache tipica di questo territorio.

La strada digitale

Il vostro sito è fruibile piuttosto comodamente anche da smartphone, e siete uno dei pochi che cliccando sulla mappa apre direttamente l’applicazione di Google Maps. Questo significa che avete affrontato l’uso delle tecnologie digitali.

Abbiamo deciso di dare alla SdV maggiore visibiltà e di promuovere una relazione con il territorio più concreta: abbiamo riaperto il Centro di Informazione, avviato un programma di degustazioni guidate sia per i turisti che per gli operatori (grazie alla Mis 4.2.1 del P.S.R.) e quindi stiamo utilizzando i canali web e social con continuità. Queste sono azioni che hanno aiutato a creare interesse attorno alle nostre produzioni.

Online ed offline che lavorano insieme, ottimo. Vedo anche che tu sei sia la titolare del dominio che il riferimento tecnico. Te ne intendi di web?

Non molto: per fortuna Tiziana, che è la segretaria della SdV, è veramente appassionata degli strumenti web ed ha saputo creare una comunità molto partecipata.

Vino e Turismo, storia e arte

Le aziende vinicole sono spesso vicine a posti di pregio storico o artistico, a volte piccoli e poco noti. Avete un progetto per unire le energie con altri ‘piccoli’, ad esempio abbinare degustazioni con una visita guidata ad una antica chiesa o un museo?

I nostri Wine Tours sono studiati in modo da unire sempre la visita alle cantine alla visita di un borgo: lo sai che in Umbria abbiamo il maggior numero di “Borghi più belli d’Italia”? Attorno al Trasimeno ci sono delle vere perle.

Parliamo di strategie comuni. Da poco è stato istituito un Coordinamento Nazionale. Qual è il sentire comune, tra i tuoi colleghi delle altre Strade del Vino, nei confronti delle innovazioni digitali?

Si tratta di una iniziativa molto recente è quindi presto per trarre conclusioni; il 6 Dicembre a Castiglione del Lago si è tenuto il primo incontro nazionale delle Strade del vino, olio e sapori ed è stato un momento importante che ha fatto emergere un sentire comune e grande energia.

Ho fiducia che questo clima positivo possa farci crescere.

E’ evidente che solo collaborando potremo arrivare ad una effettiva affermazione del valore complessivo di queste esperienze locali e degli strumenti necessari per un’azione positiva.

… esistono ancora grandi differenze tra alcune SdV molto attive e avanzate rispetto all’utilizzo delle innovazioni digitali ed altre che si reggono sulla buona volontà di poche persone (Sabina Cantarelli, dall’intervista)

Innovazione digitale dell’enoturismo

La SdV del Trasimeno ha progetti o attività per utilizzare piattaforme digitali come YouTube o una condivisione delle informazioni su cloud?

Al momento utilizziamo solo Google drive e non escludo che in futuro, se i finanziamenti ce lo permetteranno abbiamo in programma la creazione di piccoli video da utilizzare in comunicazione per promuovere le tantissime attività che abbiamo sul territorio.

le SdV non hanno più accesso a finanziamenti da PSR o da altri canali (Sabina Cantarelli, dall’intervista)

Monitorate l’attività e i post sui social, Facebook e Twitter, relativamente al vostro brand?

Teniamo sotto controllo i canali social (abbiamo Fb, Google plus e Instagram) e conosco per mia formazione data Analysis e big data, ma il nostro contesto non è tale oggi da meritare studi approfonditi

Perché non avete un’app?

Ce l’abbiamo! Ma è uno strumento che trovo di bassissima utilità: credo che le app funzionino solo laddove siano in grado di dare servizi.

La nostra è stata fatta qualche anno fa (e scaricata da pochissimi) ed è un po’ una ripetizione del vecchio sito web quindi non fornisce se non informazioni generiche. Al momento non credo abbiamo intenzione di aggiornarla. Preferirei spendere su strumenti più efficaci, contenuti video, ad esempio come accennato sopra.


Tirando le conclusioni, la strada del vino del Trasimeno utilizza bene le possibilità che il web offre per valorizzare i propri valori, cantine e territorio. Non avere strategie comuni e mancanza di finanziamenti certo non rende il percorso verso l’innovazione più facile, e se si ha la fortuna di avere all’interno persone in grado di capirne l’importanza, gli strumenti digitali vengono utilizzati bene.

I coordinamenti ministeriali non funzionano, i finanziamenti non arrivano, ma le attività vanno avanti con la buona volontà di chi gestisce le singole strade.

Mi fa piacere aver iniziato dal Trasimeno, visto che oltretutto mio padre era originario da lì, ma soprattutto per aver trovato una buona predisposizione nel comprendere le potenzialità di unire le ricchezze naturali con quelle digitali.

Buon lavoro alla Strada del Vino del Trasimeno.

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