Non basta fare un’applicazione per smartphone, il web marketing del vino ha bisogno di lavoro e di promozione.

E web marketing significa anche avere una app che coinvolga il cliente, che crei una community, che renda partecipi gli acquirenti del lavoro e della passione che ogni viticoltore mette nella bottiglia del suo vino.

E’ un mix di utilizzabilità, la famosa User eXperience di cui abbiamo già parlato, di contenuti informativi completi e di assenza di bug tecnologici; vale per ogni prodotto, vale ancor di più per il vino che ha la possibilità di far conoscere, oggi, il proprio territorio anche a diecimila chilometri di distanza. Perché non tutti hanno la fortuna di produrre vino nelle Top Zones, e spesso viaggiare da una fiera all’altra, da un mercato all’altro, si trasforma in una perdita di danaro e di tempo.

Si comincia con una app

wineapp_3E’ questo lo spirito di WineApp.it, un progetto che non fornisce solo la parte tecnologica, ossia l’app da scaricare sul proprio mobile device, ma tutta una serie di facility per aiutare l’azienda nella propria azione di marketing.

WineApp.it è una costola dell’agenzia di design Ladyoak, con sede a Manchester nel Regno Unito, fondata dall’italiano Marcello De Santis.

Ho avuto modo di parlare con Nadia de Santis, sorella di Marcello, che collabora con lui in questa startup.

Le App nel settore vitivinicolo sono il futuro del marketing digitale, in quanto costituiscono il principale strumento per interfacciare il consumatore con le aziende

 

Non basta quindi avere solo un’applicazione con la quale vendere il proprio vino, ma è necessario crearvi attorno tutto un ecosistema di connessioni, storiche, tecniche e social, in modo che le app portino valore aggiunto.

 

Considerato che le App nel settore vitivinicolo sono il futuro del marketing digitale, in quanto costituiscono il principale strumento per interfacciare il consumatore con le aziende, l’Agenzia Ladyoak ha avuto il privilegio di aver collaborato allo sviluppo di una tesi di Laurea in Economia e Commercio dal titolo “Vino & social: l’utilizzo delle APP come moderno strumento di comunicazione nel settore vitivinicolo”

L’Agenzia Digitale Ladyoak, con il proprio team tecnico, si occupa di costruire materialmente l’app dedicata per la cantina committente, e fornisce servizi che vanno dalla creazione di soluzioni di e-commerce responsive nel web business alla valorizzazione dell’app, a servizi di supporto per il B2B nei diversi settori commerciali, da siti web entry-level per internet start-up, a sofisticati negozi globali che generano migliaia di transazioni al mese.

Una app studiata per il vino

wineappL’idea di realizzare una App dedicata per ogni cantina, nasce dalle necessità di interfacciare le aziende produttrici del settore vitivinicolo con il consumatore, che a sua volta quando degusta un vino di un determinato territorio spesso desidera conoscere la sua storia, le caratteristiche ed i possibili abbinamenti con i cibi.

Inoltre il crescente sviluppo del turismo enogastronomico necessita di avere quasi in tempo reale tutte le informazioni sulla cantina, sui suoi prodotti e quelli del territorio così da poter pianificare  un viaggio.

L’economia degli Stati Uniti vive un momento d’oro. Le aziende statunitensi trainano una nuova ondata di innovazione tecnologica e non si tratta solo delle App più richieste del momento per ordinare un takeaway o chiamare un taxi. (FOOD, febbraio 2016: America, terreno fertile per l’italian Food)

Wineapp.it si occupa di immettere contenuto di valore nell’app della cantina, informazioni sul territorio, schede tecniche dei vini, luoghi da visitare. Tutto questo permetterà successivamente di moltiplicare queste informazioni in quanto attraverso smartphone e tablet, utilizzando i social potrà raccontare e condividere quell’esperienza e le emozioni, diventando l’ambasciatore di quel vino e del suo territorio di produzione.

Cantine e consumatori, una community

I consumatori possono avere così tutte le informazioni necessarie, trovare facilmente la cantina tramite il sistema di geolocalizzazione e poi pianificare il viaggio, conoscere i punti vendita o avere la possibilità di prenotare visite guidate o acquistare i prodotti e tanto altro,

Le aziende vitivinicole possono avere il contatto diretto con i consumatori  interagire con loro e promuovere offerte, visite in cantina o promuovere eventi. Inoltre la conoscenza di questi dati fornirà alla cantina utili informazioni   per mirare campagne di marketing e soddisfare le esigenze del cliente risparmiando notevolmente tempo e denaro.

Per raggiungere gli obiettivi riportati è nata l’idea di utilizzare le App, dove la bottiglia di vino diventa essa stessa il biglietto da visita della Cantina, in quanto il QR-Code identificativo della App viene indicato nel retro dell’etichetta o inserito in un collarino.

L’azienda Vitivinicola avrà il vantaggio di aumentare le vendite in un mercato estremamente competitivo, risparmiando tempo e denaro, facendosi trovare facilmente e promuovendo i suoi prodotti nel mondo, fidelizzare i clienti.

Lo sguardo di Wineapp.it è rivolto anche, anzi soprattutto, alla sostenibilità ambientale: inutile valorizzare il territorio se poi lo si distrugge; per questo Nadia de Santis sottolinea che la tecnologia deve essere necessariamente green, e oltre ad un risparmio economico immediato evitando di stampare migliaia di brochures che poi andranno inevitabilmente nel cestino, si evita di contribuire alla distruzione di alberi e all’inquinamento causato dai camion che trasportano le bobine di carta.

In merito alle nuove tecnologie, ancora c’è tanto da fare specie nell’informazione, in quanto ancora tantissime cantine non conoscono le potenzialità e i benefici di questi strumenti. quando invece in America e nelle nazioni più evolute tecnologicamente sono già molto avanti.

Tecnologia in vigneto

E’ soprattutto il piccolo vignaiolo che dovrebbe interessarsi a come utilizzare la tecnologia, così da avere più tempo da dedicare alla vigna ed alla cantina lasciando che siano poi gli strumenti moderni ad occuparsi della parte promozionale. Il traffico Internet da dispositivi mobili supera quello da desktop, sensori connessi tra loro tramite la Internet of Things si scambiano informazioni e prendono decisioni semplici, le mappature avvengono tramite droni. Questo può essere il futuro della viticoltura, senza minimamente sminuire il prodotto finale.

Non è così automatico, certamente non basta “mettere su un’App” e poi sperare che faccia il miracolo. Ma così come ci si rivolge all’enologo, al trasportatore, all’elettricista, per lavori specifici, così è necessario fare per la promozione e la valorizzazione del proprio prodotto. Il tutto si traduce naturalmente in vendite maggiori. In un mondo dove ormai è semplice acquistare vini dal Cile o dall’Australia direttamente dal divano di casa propria, tutta quella grande fetta del mondo vinicolo costituita dai piccoli produttori, dagli artigiani del vino, rischia di trovarsi tagliata fuori.

E’ chiaro che la quantità di vino prodotto da un piccolo vignaiolo non può soddisfare le esigenze di un mercato globale. Ma sicuramente può fare da traino prima e da volano poi per quella grande ricchezza, sfruttata molto male, che è il territorio italiano, con i suoi paesaggi certamente, ma anche con i propri monumenti a volte dimenticati, i musei spesso chiusi, le piccole librerie che chiudono ogni giorno.

Progetti come quello di Wineapp.it possono essere un buon punto di partenza per trovare il giusto equilibrio fra la tecnologia ed il mondo del vino, arrivando fino a pensare, sulle orme di quanto sta tentando di fare l’industria, ad un progetto Vigneto 4.0. 

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