A quanto pare la viticoltura italiana sta iniziando con successo ad occuparsi di tecnologia 4.0, dall’uso dei droni al monitoraggio attivo del vigneto.

Siamo ancora in piena sperimentazione, certo, ma di alto livello; è il caso che raccontiamo oggi, con l’esperienza della Cantina Cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano.

Droni e satelliti sulle vigne del Morellino

La notizia mi arriva da un post sul sito della Cooperativa, a firma di Slawka G. Scarso, nota esperta di comunicazione dedicata particolarmente al mondo enoico.

Grazie a lei ho contattato Sergio Bucci, direttore della Cantina, che ha gentilmente risposto ad alcune mie domande.

vignaioli morellino scansanoIl progetto è stato finanziato dal PIF n.8/2015 per l’innovazione, valorizzazione e ottimizzazione della filiera vitivinicola dell’Area Sud della Provincia di Grosseto, ed ha coinvolto tutti i soci della Cooperativa, oltre ad aver fatto da capofila per altre aziende a cui poi si è associato anche il Consorzio di Tutela.

Come spiega Bucci, erano già alcuni anni che la Cantina Cooperativa stava valutando l’efficacia di uno strumento della Terrasystem in grado di monitorare l’andamento dei vigneti tramite foto aeree e satellitari, ma la decisione di adottarlo è arrivata solo ora che, con l’ausilio dei droni, si potranno tarare e verificare i dati di questo strumento. 

Monitoraggio e modelli 3D per il vigneto

L’interesse da parte delle aziende vinicole è stato molto soddisfacente, vista l’estensione dei vigneti sottoposti a monitoraggio; forse sta cambiando la mentalità dei vignaioli che stanno imparando ad avere nella tradizione un valore aggiunto, anziché un freno all’innovazione:

Gli agricoltori, per quanto si possa pensare, sono da sempre sensibili all’innovazione e non credo sarà questo un problema

L’area interessata è piuttosto vasta, e comprende i 350 ettari di vigneto di tutti i soci della Cooperativa, più alcune altre aziende interne ed esterne al Consorzio di Tutela; in totale verranno monitorati 600 ettari, di cui ben 500 a DOCG.
Tutti i dati saranno a disposizione dei soci della Cooperativa e delle aziende esterne che hanno sottoscritto la rete d’impresa, in modo da condividere ogni risultato dell’iniziativa progettuale:

Lo scopo dei nostri sforzi è quello di rendere la viticoltura sempre più sostenibile, sia per l’ambiente che per chi vi opera, quindi noi stessi e le nostre famiglie; ed infine, ottenere un prodotto di ottima qualità che sia allo stesso tempo più salubre e più sicuro per il consumatore

 
Il progetto prevede la mappatura 3D dei vigneti utilizzando i dati registrati dalle telecamere montate sui droni, da quelli provenienti da satellite ed elaborati tramite la piattaforma di Terrasystem, e dal monitoraggio puntuale del vigneto registrati da sensori connessi a schede Arduino e software open source. 
 

Tecniche avanzate

Il progetto quindi prevede tecniche integrate, dal monitoraggio di prossimità all’analisi dei dati provenienti da satellite, a quelli più puntuali catturati dal drone.

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Il drone sarà equipaggiato da una videocamera IR ed uno scanner 3D, così da avere le informazioni di ogni pianta del vigneto, come stress idrico o vigoria fogliare. “Le immagini catturate serviranno per costruire un modello della vigna che verrà associato alla topologia del terreno tramite punti di riferimento inseriti nel terreno, i cosiddetti ground control point“. (dall’articolo di Slawka sul sito della Cantina Cooperativa).
 
L’insieme dei droni e dei sensori consentirà quindi di creare un sistema che riproduca il microclima del vigneto e la situazione reale di ogni pianta, così da poter inviare il trattore solo dove sia ritenuto necessario per interventi puntuali, consentendo così di gestire al meglio le risorse, meccaniche ed umane.
La tecnologia usata è stata scelta dall’Università della Tuscia di Viterbo e dal Sant’Anna di Pisa, ed è un buon esempio di come la Internet of Things possa essere di aiuto nella gestione delle vigne. Sono sforzi di aziende private, come si vede, a cui i Consorzi, tranne in qualche caso virtuoso, non partecipano in quanto tali:

Sono progetti che costano e i Consorzi non credono al ritorno di immagine di tali investimenti o, almeno, ne prediligono altri, non avendo molte risorse a disposizione. 

Condivisione e Cooperazione per il Vino 4.0

E’ interessante notare anche la strategia adottata dalla Cooperativa, ossia quella di riunire in rete d’impresa le aziende partecipanti, così da sfruttare la dimensione del territorio mappato: è chiaro infatti che per un drone che impiega 6 minuti a sorvolare un ettaro di vigna, convenga avere un appezzamento di grandi dimensioni, mentre un vignaiolo con pochi ettari potrebbe avere più costi che benefici.
Per avere una sintesi dei dati ed il loro confronto con i risultati attesi, bisognerà attendere ancora un po’, visto che il finanziamento del PIF è partito con un po’ di ritardo (…) e quindi a stagione vegetativa già avanzata.
Le sperimentazioni in realtà servono proprio a questo, non solo per tarare la strumentazione ma soprattutto per tarare i propri obiettivi in funzione di quel che realmente si riesce ad ottenere. Sono sempre più le aziende vinicole che, da sole o insieme ad altre, stanno iniziando il cammino insieme agli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione.
 
Ringrazio naturalmente Slawka per essersi fatta portavoce delle mie domande, e Sergio Bucci, direttore della Cantina Cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano per aver risposto in modo esauriente.
 
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