Strategia Digitale per il vino francese

strategia digitale per il vino

La Francia è stata sempre la diretta concorrente dell’Italia nel mercato del vino, e nonostante una diminuzione nei consumi, le esportazioni hanno raggiunto un valore di 12,2 miliardi di €. Questo ha portato ad una notevole evoluzione della strategia digitale per il vino francese.  In Francia ci sono alcune realtà piuttosto interessanti nel Wine Tech, che sembra essere un mercato importante per il vino. Potete leggere anche questo articolo sul VinTech francese.

Aveine

Founder: Nicolas Naigeon, Matthieu Robert, Miranda Delmotte

Areare il vino è la prima cosa da fare quando si stappa una bottiglia con più di qualche anno sulle spalle, e questo vale soprattutto per i ristoranti. A volte però è necessario far aspettare troppo tempo i clienti, prima di poter servire il vino nel modo giusto. Aveine produce un aeratore connesso e funzionante tramite un’app. La pompa inietta la giusta dose di aria per garantire l’ossigenazione più corretta, basandosi sul database della piattaforma. Ci sono più di 10.000 vini tra cui scegliere, basta leggere il codice a barre della bottiglia dallo smartphone. La startup è nata nel 2016, si è finanziata su Indiegogo e l’anno scorso ha raccolto 1 milione di euro per espandersi nel mercato degli USA e in Asia. Oltre che sul proprio sito, Aveine può essere testata presso ristoranti ed enoteche.

Chouette

Founder: Charles Nespoulous, Cyril de Chassey

Questa startup offre ai viticoltori un software installato su droni che li aiuta ad identificare le aree del vigneto a rischio di muffa e flavescenza dorata. In un’ora ogni drone può analizzare 5 ettari, ed i risultati trasmessi sullo smartphone. Possono volare a soli 4 metri di altezza, seguendo il profilo delle colline. Chouette ha iniziato la pre-commercializzazione lo scorso anno e da quest’anno è ufficialmente in vendita. I suoi clienti risiedono nello Champagne, in Borgogna e a Bordeaux, ed è riuscita a farsi strada anche nei nuovi vigneti del Regno Unito. La startup ha raccolto 500.000 euro nel 2017, ed ha lanciato una nuova raccolta quest’anno per arrivare almeno a 1 milione di euro.

TrocWine

Founder: Arthur Tutin, Florestan Loriot de Rouvray

Nell’era della condivisione, TrocWine ha portato il concetto di scambio e condivisione anche nel mercato del vino già dal 2014. Con un sistema di referenze incrociate, i partecipanti conoscono la reputazione degli altri partecipanti e le quotazioni dei vini offerti nello cambio. Considerato dal Forbes nel 2017 una delle dieci innovazioni migliori del settore Winetech, gli iscritti alla piattaforma si incontrano fisicamente per scambiarsi le bottiglie in uno dei 250 bar, ristoranti ed enoteche partner di TrocWine. Risolti i problemi tecnologici, occorreva trovare un modello di business consistente. La svolta c’e stata nel 2018 quando i due founder, Arthur Tutin e Florestan Loriot de Rouvray, hanno iniziato ad offrire un’attività di servizio a pagamento per i collezionisti. Una strategia digitale per il vino che in Francia sta dando buoni risultati. In questo modo il volume d’affari annuo è passato da 100.000 euro a 4 milioni; per problemi con i dazi ed il protezionismo americano, l’ingresso in Napa Valley è stato rimandato.

Twil

Founder: Erwann de Barry

Il founder di questa startup fa parte dell’ottava generazione dei proprietari dello Château de Saint-Martin, in Provenza. Con Twil, che significa The Wine I Love, i consumatori possono contattare direttamente l’enologo che ha curato la produzione del loro vino preferito. L’app effettua la scansione dell’etichetta e consente al consumatore di avere accesso ad una serie di FAQ relative al vino. Lo scopo dell’azienda è incrementare la vendita diretta, e quindi disintermediazione è la parola d’ordine; un buon esempio di uso della strategia digitale per il vino sugli scaffali. Twil sta sviluppando collaborazioni con marchi del gruppo Pro Distribution; ha installato dei terminali in due supermercati di Parigi della catena Monop. In questo modo i consumatori possono avere in tempo reale informazioni sui vini che trovano sugli scaffali. Tra i finanziatori, oltre a Business Angels, anche un fondo di Singapore.

Evoluzione digitale per il vino francese

A quanto sembra quindi la strategia digitale per il vino francese sta producendo buoni risultati. Può essere un traino per migliorare la produzione e la vendita, naturalmente, ma lo è anche per tutte le aziende che si occupano di sviluppo digitale.

Il mercato del vino non si domina solamente producendo più vino, perché è necessario conoscere il funzionamento dei canali di comunicazione. E seppure le tecniche di produzione restano le stesse di sempre, avere un aiuto dalla tecnologia non farà altro che migliorare la qualità del vino che beviamo tutti i giorni.

Photo by Startup Stock Photos from Pexels

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