Tecnologia nelle Vigne della Toscana

Apparecchiature e tecnologie da usare in viticoltura per controllare i dati meteo, monitoraggio della salute delle vigne, risparmio idrico e nell’uso dei fitofarmaci.

Le aziende tecnologiche stanno entrando a grandi passi nel mondo AgroTech e WineTech, una delle nuove frontiere della tecnologia anche qui in Italia.

Netsens monitoraggio vignetoL’azienda che incontriamo oggi è Netsens, compagnia tecnologica di Sesto Fiorentino specializzata in sistemi per l’agricoltura e la viticoltura sostenibile.

Ha risposto alle mie domande Antonio Manes, CEO e Technical Manager di Netsens.

Wine Roland: Raccontami in 30 secondi quando nasce e cosa fa Netsens

Antonio Manes: Netsens s.r.l. progetta e produce dal 2004 sistemi di monitoraggio per diversi settori dell’ambiente, dell’agricoltura, e dell’industria. Con oltre 1500 sistemi installati in Italia ed all’estero, grazie ad una rete commerciale in continua evoluzione, Netsens è una delle aziende di riferimento a livello internazionale per i sistemi agro-meteorologici.

Siamo stati tra i primi a livello globale (2005) a realizzare sistemi di monitoraggio wireless distribuiti, che oggi rappresentano il settore di punta della produzione.

Nel settore della viticoltura, grazie al sistema VineSense ed al software web LiveData, con modelli agronomici continuamente arricchiti Netsens ha acquisito una importante leadership in Italia con installazioni presso aziende di assoluto prestigio, riuscendo al contempo a soddisfare le esigenze delle piccole aziende a gestione familiare fino ai grossi gruppi internazionali.

I sistemi Netsens, grazie a continui investimenti di ricerca e sviluppo, si distinguono per flessibilità, semplicità ed affidabilità nel tempo. L’azienda ha inoltre i sistemi di gestione qualità e gestione ambientale certificati secondo ISO 9001 ed ISO 14001.

WR: Quanti clienti in Italia, e quanti all’estero? Puoi citarmi qualche cantina italiana che usa le vostre soluzioni?

AM: Nel settore viticoltura i clienti sono ad oggi quasi esclusivamente in Italia, tra i più noti Avignonesi, Donnafugata, Marchesi dè Frescobaldi, Lungarotti, Tenuta San Guido Sassicaia e Tenuta dell’Ornellaia.

Nota: Come vedete sono nomi molto noti del mondo vinicolo, e la lista che Antonio mi ha dato è ancora più lunga; questo vuol dire che le soluzioni di monitoraggio basate su sistemi IoT iniziano ad essere interessanti anche per i grandi nomi dell’enologia italiana, grazie anche alle nuove generazioni.

Le prospettive della tecnologia in vigna

WR: Quando si parla di tecnologia ad un viticoltore in genere si ha una reazione di diffidenza iniziale. Come avete fatto breccia nei vostri clienti?

AM: Negli ultimi 3 anni la sensibilità del viticoltore è molto cambiata, e registriamo un atteggiamento più aperto rispetto alle nuove tecnologie.

Il tema di maggiore interesse è ovviamente legato alla possibilità di ridurre i trattamenti fitosanitari (anche se è nostra politica aziendale non “sbandierare” favolosi risparmi, in quanto questi dipendono da molti fattori, in primo luogo dalla stagione meteo-climatica e dalla strategia aziendale).

In questo, le recenti normative, gli incentivi ed il passaggio di molte aziende alla conduzione biologica certamente hanno contribuito positivamente. In ultimo, il graduale ricambio generazionale nelle aziende è ovviamente un ulteriore vantaggio.

WR: A tua conoscenza, quanto è diffuso tra le aziende vinicole l’uso di tecnologie come la vostra?

AM: Ad oggi stimiamo che oltre l’80% delle aziende produttrici italiane sia a conoscenza delle tecnologie come la nostra; più ridotta è forse la percentuale tra le aziende che conferiscono le uve a terzi. Geograficamente non ci sono sostanziali differenze, anzi, le regioni del centro-sud Italia sono forse più ricettive delle altre.

WR: E tra le aziende agricole?

AM: Tra le aziende agricole il grado di conoscenza dei prodotti è sicuramente diverso, e varia molto tra le colture; quelle a più alto reddito offrono chiaramente maggiori possibilità. Da notare comunque che, secondo recenti sondaggi, le “centraline meteo” ed affini risultano il prodotto tecnologico di maggiore “appeal” tra tutte le aziende agricole italiane.

Nota: Difficile fare un confronto tra i vini prodotti con e senza l’ausilio delle tecnologie di monitoraggio. Il che è ovvio, visto che a fare il vino è sempre il produttore, e non la tecnologia.

Le normative, gli incentivi all’investimento e –purtroppo – gli effetti dei cambiamenti climatici giocano un ruolo estremamente importante nell’ottenere un crescente interesse da parte delle aziende (dall’intervista)

Vignaioli e IoT

WR: Difficilmente le cantine vinicole pubblicizzano l’uso di tecnologia avanzata nella produzione del loro vino. Secondo te, per quale motivo?

AM: Sinceramente non conosco il motivo, ma credo che nel prossimo futuro molte aziende se ne faranno vanto, soprattutto quelle più attive sui mercati internazionali, e l’impiego di strumentazione ad alto valore tecnologico sarà probabilmente un “must” per le aziende che si vogliono distinguere su questi mercati

WR: Tra i vostri clienti sono state già fatte comparazioni tra i vini prodotti Prima di Netsens e Dopo Netsens?

AM: Non è facile stabilire legami tra i vantaggi ottenuti con i nostri sistemi e la qualità del vino, e non siamo a conoscenza di comparazioni fatte in questo senso.

Diversamente è possibile valutare la riduzione di prodotti fitosanitari impiegati, per i quali le stime che abbiamo sono di una riduzione effettiva nell’ordine di almeno il 20% / 30%.

WR: Misurazioni sul risparmio idrico, sia per la viticoltura che per l’agricoltura, ne sono state fatte?

AM: Il risparmio idrico è a nostro avviso il settore di gran lunga di maggiore sviluppo potenziale nei prossimi anni; ad oggi rappresenta quasi il 50% delle nostre vendite del settore agro-meteo con un trend in continua crescita ed impianti sempre più avanzati e completi, incluso anche il controllo remoto degli impianti di irrigazione.

Le aziende vitivinicole a volte hanno un interesse più ridotto in questo senso, sia per le peculiarità della coltura che, a volte, per le restrizioni dei disciplinari sull’impiego dell’irrigazione; tuttavia registriamo un crescente interesse anche in questo settore, mentre in altri (ad esempio, cereali, pomodoro, frutteti) l’interesse è massimo.

WR: In media, entro quanto tempo rientrano le cantine vinicole dall’investimento nelle vostre soluzioni?

AM: Pur con molte approssimazioni, il risparmio medio per ettaro può essere da 100 a 400 euro l’anno, pertanto le aziende possono rientrare dall’investimento generalmente entro il secondo anno.

Piccolo è tecnologico?

WR: Cosa diresti ad un piccolo produttore, diciamo fino a 10 ettari di vigna, per convincerlo ad utilizzare tecnologie come le vostre nella propria vigna?

AM: Una “demo” del nostro software LiveData è quasi sempre il modo migliore di convincere il cliente, che si rende conto in questo modo della semplicità di impiego e scopre di poter avere a portata di mano tutte le informazioni che avrebbe sempre voluto avere per la gestione agronomica dell’azienda.

Le aziende medio-piccole sono da questo punto di vista le più facili da convincere, in quanto spesso il proprietario è a diretto contatto con i problemi “di campo” e comprende bene i vantaggi dell’investimento e tutti i benefici che ne può ottenere.

WR: Sto progettando di realizzare un evento in Italia dedicato al Vino e le Nuove Tecnologie, intese come sistemi di monitoraggio, uso di Big Data, strategie di comunicazione web. E’ ancora tutto nella mia testa, ma tu come immagineresti un evento di questo tipo?

AM: Assolutamente molto interessante. Il futuro di questi sistemi è nella convergenza e nell’integrazione, quindi suggerisco di coinvolgere un’ampia platea di soggetti. Importante sarebbe selezionare alcuni “key customers” già sensibili alle nuove tecnologie e già le implementano, che possano portare le loro esperienze e fornire una vision per il futuro.


Grazie ad Antonio ed al suo staff per aver dedicato del tempo a Web in Vigna. Se andate sul suo sito potrete vedere i suoi prodotti, sia in campo vitivinicolo che agricolo.

E se questa sembra una nuova frontiera, beh avete ragione.

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