Usare la tecnologia oggi è cosa di tutti i giorni, ed alcune abitudini e molti lavori stanno cambiando radicalmente. Succede anche nel vino, e cercare di capire come la tecnologia stia modificandone alcuni aspetti è importante per orientarsi in questo nuovo mondo.

Photo by Renáta-Adrienn on Unsplash

Certo, per una attività ancora legata alle antiche tradizioni, il passo potrebbe essere difficile,  e se queste tecnologie si chiamano disruptive, dirompenti, un motivo c’è.

D’altronde non si sta modificando il modo di fare il vino, ma semplicemente quello di raccogliere ed usare i dati che già si hanno a disposizione, di sfruttarle per venderlo meglio e su mercati prima non facilmente raggiungibili, di utilizzarle per fornire un servizio migliore agli appassionati di vino.

Vendemmie tecnologiche

Sensori e mappe digitali del vigneto, come ho scritto già anche qui, sono la prossima vicina frontiera. Usare in modo più accorto fertilizzanti e trattamenti, essere avvisati in tempo di una gelata o dell’insorgere di una malattia, sono solo alcuni degli aspetti dove la tecnologia viene in aiuto al vignaiolo, piccolo o grande che sia.

Gli esperimenti in vigna costano, e per risolvere alcune situazioni di difficoltà spesso ci si rifà alla memoria di quel che il vignaiolo ha imparato, con fatica, durante gli anni. Una tecnologia mirata riduce i rischi quando si provano nuove soluzioni, proponendo modelli e previsioni che saranno di aiuto anche all’agronomo.

Il risparmio di tempo e soldi spesi per i trattamenti, faranno il resto.

Mercati digitali del vino

Un wine club, una piattaforma per vendere online, un catalogo digitale, sono tutte soluzioni che consentono anche al piccolo vignaiolo di proporre i propri vini in mercati emergenti, come Cina o Giappone.

Saranno questi distributori digitali ad occuparsi dei problemi legislativi che, ad oggi, sono uno dei più grandi ostacoli nel commercio libero del vino.

Alcune di queste soluzioni sono vetrine importanti, altre trattano vini di nicchia o hanno clientele selezionate: per ogni vino esiste il mercato adatto, ed ora può essere raggiungibile con molta meno fatica.

Appassionati sommelier digitali

Per diventare un bravo sommelier bisogna studiare e fare molta esperienza, e niente potrà sostituirlo nel servizio al tavolo o dietro al bancone di un wine bar.

Ma come fare quando si deve acquistare il proprio vino tramite un e-commerce, a chi chiedere un consiglio?

Piattaforme come Wine-Searcher, ad esempio, possono essere di grande aiuto in questo caso: basta inserire il nome di un vino ed il wine lover avrà a disposizione un insieme di recensioni di altri utenti come lui e anche di qualche esperto mondiale.

Altre app forniscono suggerimenti per gli abbinamenti del vino con il cibo per esaltare nel modo migliore il gusto di entrambi.

A tutto vantaggio dei produttori, che così riusciranno ad arrivare anche all’appassionato più lontano. 


Questi sono solo tre aspetti di quello che la tecnologia sta già facendo per il wine business, ed è mia opinione che le innovazioni digitali possano essere molto più interessanti per vignaioli indipendenti e piccole aziende vinicole che non per i produttori da milioni di bottiglie l’anno.

Sta solo al coraggio ed alla consapevolezza del vignaiolo.

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