Tre strategie social per il Wine Business

Non so se capita anche a voi, ma io quando nasce una qualche piattaforma social o di condivisione, vado subito a vedere di che si tratta e cerco qualcuno che conosco.
E’ come quando si entra in un locale, in una stanza dove c’è una festa: si gira lo sguardo attorno per vedere se vediamo un amico o un qualche conoscente.
Subito dopo mi metto a leggere un po’ di conversazioni scorrendo la time line, per capire il tenore dei discorsi e delle interazioni. Come nella vita reale, i primi tempi ci mettiamo appoggiati al bancone ed ascoltiamo cosa si dice in giro.
E poi, si comincia ad interagire. Iniziamo ad infilarci in un discorso che ci interessa, parlando di argomenti di cui ne sappiamo qualcosa (a volte anche di argomenti dove non se sappiamo un bel niente) e diventiamo anche noi parte attiva della nuova piattaforma.

Un social non è una vetrina

Ho notato che sono poche le aziende vinicole che interagiscono con i propri follower, o ‘amici’, o come altro si chiamino, ma mettono semplicemente foto delle loro bottiglie, video (pochini pochini, in realtà) della vendemmia, o pubblicizzano eventi che si fanno in cantina.
Però un social non è una vetrina ma una piattaforma per interagire, per parlare, per scambiarsi idee e notizie. E questi scambi di parole e immagini avvengono sempre più da smartphone, in mobilità, ossia quei dispositivi che generano la maggior parte del traffico online.
Così, vediamo tre modi in cui un’azienda vinicola, ma anche chi si occupa più in generale di Wine Business, può usare con più profitto i canali digitali.

1 – Interazione

Parlare coi propri follower è fondamentale. Se ci seguono, un motivo c’è: hanno bevuto una nostra bottiglia, ci sono venuti a trovare in cantina, hanno sentito parlare di noi. Quindi, quando ci fanno qualche domanda bisogna rispondere, anche se è una domanda su un ristorante della zona, o gli orari di apertura di un certo museo. La reputazione si crea da queste cose.

2 – Costanza

Mostrarsi una volta ogni tanto non serve, non serve a niente. Un paio di post al giorno, per commentare una notizia di settore, per mostrare foto e video di chi ci viene a visitare in cantina o della partecipazione ad un evento sono abbastanza. Dovete diventare una presenza costante, anche perché gli algoritmi delle piattaforme social se ne accorgono, ne tengono conto e vi terranno in considerazione. Un paio di post al giorno, ce la fate no?

3 – Servizio

I canali digitali devono essere utili per l’utente, altrimenti perché dovrebbe seguirvi? Se scrivete un post per invitare i clienti per un aperitivo in cantina, mettete almeno un link al modulo di contatto specifico per quell’attività, se non addirittura un pulsante sul post con cui io posso prenotare il giorno, la quantità di persone e magari, anche pagare direttamente. Se presentate la nuova vendemmia, avere un link dove poter comprare online non sarebbe per niente male. Se organizzate una degustazione serale, un link ad un albergo dove dormire è una buona idea. Perciò servizio, servizio, servizio.

 

Queste sono tre attività che i social possono consentire ad una cantina. Come vedete non ho parlato di pubblicità, di storytelling, di marketing diretto, ma vi ho dato invece tre indicazioni su come migliorare il rapporto con i clienti, che è il fine fondamentale delle piattaforme social. Quando interagisco con una azienda, se la vedo costantemente presente e non sparisce per lunghi mesi, se ho servizi a cui posso accedere, la mia percezione di quel marchio sarà migliore.

E alla fine, lo saranno anche le vostre vendite.

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