A causa della forte attrazione che il Made in Italy genera, sempre più spesso si trovano in giro per il mondo prodotti falsi più o meno palesemente. Dal Parmesan ai pomodori Pechino, il brand italiano non riesce a vincere la battaglia contro le contraffazioni, in particolare di cibo e di vino.

Comunicare il brand prima del prodotto

C’è un problema di comunicazione, all’interno dei prodotti food&wine con il tricolore?

La maggior parte delle aziende italiane sono piccole, sotto i 50 dipendenti: per le aziende vinicole spesso i dipendenti non raggiungono le 5 persone, e così risulta difficile costruire una pur minima strategia di comunicazione digitale, che il più delle volte è limitata alla sola pagina Facebook legata al profilo privato.

Eppure, nonostante questo, molte piccole aziende vinicole riescono ad essere ben conosciute all’estero, dove vendono spesso oltre la metà della propria produzione.  Un risultato fatto di lunghe vacanze dalla vigna per partecipare a fiere e degustazioni, presentazioni e manifestazioni internazionali.

Se questo poteva andare bene dieci o quindici anni fa, oggi basarsi solo sulla presenza ad una fiera internazionale potrebbe non bastare per le aziende più giovani, che invece si affidano quasi esclusivamente ai social.

Secondo questo studio della CNA, solo il 61% delle microimprese, quelle sotto i 10 dipendenti, possiede un sito web, un numero davvero esiguo rispetto alle trasformazioni digitali che il mondo del commercio e della produzione sta sperimentando negli ultimi dieci, dodici anni. E quando vi si presenta l’importatore internazionale interessato ai vostri vini, non potete mostrare loro soltanto la pagina social.

Ogni canale di comunicazione ha uno scopo diverso, un target diverso, un messaggio ed un linguaggio differenti, e per questo devono lavorare insieme.

Come deve essere il sito web di un’azienda vinicola

Il sito web è la vetrina principale di un’azienda: dev’essere semplice e soprattutto veloce. La pagina iniziale con il logo, una foto, il nome dell’azienda ed i contatti con la email aziendale.

Nelle altre pagine, un breve racconto della vostra azienda, la mappa di Google Maps per come raggiungervi, un modulo per i contatti.

Una pagina con qualche foto o meglio ancora un video può essere una buona idea, a patto di farle in orizzontale: i video fatti verticalmente sono davvero orribili da guardare.

Infine, i vostri vini, con indicazioni brevi, meno tecniche possibile, i prezzi per l’acquisto in cantina.

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Scegliete attentamente l’hosting: meglio spendere 70/80€ l’anno per un servizio efficiente che spenderne 15 su un hosting che impiega 8 secondi a caricare la pagina.

Un’altra spesa è il template (se usate WordPress o Joomla, ad esempio): i template di default non sono male, ma un buon tema vi dà la garanzia di aggiornamenti costanti e soprattutto di sicurezza.

Naturalmente il sito deve essere responsive, ossia si deve adattare al dispositivo con cui un lettore lo sta visitando, che sia il proprio pc o, come sempre più spesso accade, smartphone o tablet.

Evitate come la peste temi e plugin crakkati e scaricati da chissà dove: spesso sono pieni di bug o di backdoor, ed è facile trovarsi il sito hackerato dopo una settimana.

Alla fine, potrete arrivare a spendere in tutto non più di 120€ l’anno, senza la parte ecommerce, per mettere in piedi un buon sito web.

Ci sono poi le altre spese, come l’installazione e la messa online del sito, la sua manutenzione, l’assistenza tecnica in caso di problemi.

Se avete già un vostro sito web, potete controllarne la velocità su GTMetrix e verificare le componenti che possono creare problemi.

Avete qualche domanda? Contattatemi liberamente usando il pulsante qui sotto, e vi risponderò appena possibile.

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