Credo che il modo di fare marketing del vino, in Italia ma anche in Francia o in Spagna, sia destinato ad andare in crash tra pochi anni.

L’Italia ha dalla sua parte una tradizione ed una qualità nel fare il vino che tutto il mondo le riconosce, ma la capacità di venderlo è piuttosto scarsa. La Francia produce più o meno lo stesso vino di noi italiani, ci guadagna di più ma anche i Francesi sono legati alle vecchie storie.

Marketing del vino?

Lo stai facendo nel modo sbagliato

Due sono gli errori che il mondo del vino italiano sta continuando a compiere e che possono limitare fortemente la nostra presenza futura sul mercato.

Vediamo quali sono, prossimamente parleremo delle possibili soluzioni.

Visualizzazione e Comunicazione nel vino

Il primo errore è non credere nelle proprie potenzialità, ed affidarsi ad eventi sulla carta ottimi, ma realizzati e pubblicizzati male. Un esempio sono le famigerate Strade del Vino, nate come percorsi che attraversano famose e pregiate zone di produzione vinicola, ma spesso senza un sito web dedicato, senza una mappa da scaricare sullo smartphone, e senza alcun riferimento alla storia, la geologia, la cultura dei territori che attraversano. Tutti a dire che questi sono i patrimoni dell’Italia, ma quando c’è da investirci sopra, nulla da fare.

Il secondo errore è affidarsi a tecniche consolidate ma sempre più datate per la comunicazione del vino. Partecipare ad una fiera è costoso, ma è un buon modo di far conoscere le proprie bottiglie ad un pubblico vasto e vario, composto sia da appassionati che da operatori come distributori, enoteche, ristoranti.

Ma sia i vignaioli che i loro clienti non hanno la possibilità di girare l’Italia per partecipare a tutte le fiere, così va a finire che si scelgono sempre le stesse, lasciando che le più piccole muoiano per consuzione. E soprattutto lasciando fuori alcune fette di mercato.

Vendere il vino con Internet, non su Internet

Invece il piccolo vignaiolo italiano viene lasciato spesso da solo a dibattersi tra le maglie della Rete, girando come un pazzo per l’Italia, l’Europa ed il Resto del Mondo con le proprie casse di vino.

Molto bello, certo.

Ma può essere fatto meglio.

Sia la tecnologia che i new media danno la possibilità, anche ad una piccola azienda vinicola, di mettersi in comunicazione con praticamente tutto il mondo, togliendosi anche di torno tutta quella serie di ingombranti intermediari che gestiscono la loro immagine istituzionale.

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Prossimamente vi darò un paio di idee su come poter fare una strada del vino digitale, non proprio un progetto ma un insieme di requisiti che un buon progetto sul marketing del vino e del territorio dovrebbe avere, almeno oggi nel terzo millennio.

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