Il Sudafrica lancia una piattaforma DTC per l’industria del vino

piattaforma DTC per l'industria del vino

Il lockdown non ha provocato danni solo alle aziende, ma anche alle agenzie delle entrate dello Stato, e per questo motivo il Sudafrica ha deciso di aiutare le cantine con una piattaforma DTC per l’industria del vino.

In linea con un nuovo spirito di innovazione, tre produttori di vino sudafricani, Bruce Jack di Bruce Jack Wines, Ross Sleet di Rascallion Wine e De Villiers Graaff di De Grendel, si sono uniti per aiutare l’industria vinicola. Insieme hanno creato una piattaforma senza fini di lucro chiamata Mind Map Wine Company, con sede nel Regno Unito; questa agirà non come un concorrente dei normali canali di vendita al dettaglio, ma come partner attivo, contribuendo a connettersi direttamente con i consumatori.  Lo scopo è aiutare le aziende vinicole nella esportazione verso il Regno Unito, mercato di riferimento per il vino sudafricano.  Qui potete vedere l’intervista ai founders.

Una buona soluzione per l’industria del vino

Oltre ai vini delle tre aziende dove lavorano i co-founders, si è aggiunta l’etichetta spagnola La Bascula, in associazione con Ed Adams MW. Nel frattempo la nuova piattaforma si sta adoperando per portare nuove cantine sulla piattaforma.

Fabbriche di birra, distillerie, cantine, hanno avuto come in tutto il mondo mesi di incertezza a causa delle misure di lockdown. In Sudafrica inoltre è stata vietata la vendita di alcolici, per evitare i ricoveri correlati all’alcolismo ed avere più letti in ospedale. Anche lo Stato ha perso parecchi soldi di entrate dalle accise sugli alcolici, naturalmente. Questo ha spinto le aziende vinicole a pensare e ad agire in modo diverso, in particolare sfruttando il boom delle vendite online.  Infatti oltre al blocco iniziale a tre mesi, c’è stato un divieto di esportazione di tutte le vendite di alcolici dal 27 marzo all’inizio di giugno.

Adesso che lentamente il mercato sta ripartendo, il DTC per l’industria del vino sembra il modo più veloce per tornare ai livelli precedenti. Sebbene sia ancora vietato vendere e bere alcolici nei ristoranti, le cantine possono però venderli sia nel mercato interno che in quello estero. Per il mercato domestico, i produttori sudafricani stanno spingendo i loro connazionali ad acquistare vino locale; il progetto Mind Map Wine vuole fare proprio questo, usando anche un hashtag social, #drinksouthafrican. Non è però un problema semplice da risolvere.

Abbiamo un piccolo ordine per il Giappone, ma ci sono volute quattro settimane per portare quell’ordine su una nave“, ha detto Bruce Jack. 

Inoltre, le restrizioni al flusso e al riflusso dei viaggi hanno portato a un’interruzione della catena di approvvigionamento. Se in uno dei porti di arrivo c’è un problema legato al Covid-19, tutti i trasporti vengono sospesi, amplificando i problemi.

Collaborazione nel Direct To Consumer

Ed ancora, il già fragile sistema del vino del Sudafrica si trova limitato dalla mancanza di contatti di persona con distributori e buyers internazionali. I produttori sudafricani sono tra quelli che viaggiano di più per fiere e degustazioni; la limitazione dei viaggi e delle fiere, ha frenato ancor di più il mercato. Il problema, come al solito, è ancora più importante per le piccole aziende. Il DTC per l’industria del vino sembra davvero una soluzione necessaria per non crollare. 

Tra le soluzioni adottate durante la crisi, il tema che spicca davvero è la collaborazione. Le aziende si sono unite per aiutarsi a vicenda, sia nel trovare vie di commercializzazione per il vino, che trovare nuovi modi di lavorare insieme. Non è la prima volta che il vino sudafricano tenta la via della collaborazione, come potete leggere in questo post. 

Il funzionamento della piattaforma DTC per l’industria del vino è piuttosto articolato. 

Il vino viene spedito a spese dei produttori a Londra e conservato a London City Bond; ogni produttore avrà una propria sottosezione sul sito Web di Mind Map Wine Company.
I vini avranno un prezzo superiore rispetto ai prezzi al dettaglio concordati, ed i produttori pagheranno una commissione del 3% per le spese amministrative, il trasporto e lo stipendio del personale di Londra.
Ross Sleet afferma che la collaborazione può funzionare perché è stata progettata per essere il più snella e flessibile possibile.
Oltre alla sua gamma di vini, Bruce Jack cercherà anche di vendere le sue etichette premium come The Drift Estate, il suo marchio di sidro con Paul Cluver ,e le collaborazioni che ha in Spagna. Altri produttori che si uniranno sono quelli del sud della Francia, la McLaren Vale in Australia e Marlborough in Nuova Zelanda.

Photo by ELEVATE from Pexels

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