Informatizzazione della distribuzione del vino

informatizzazione della distribuzione del vino

Una delle grandi rivoluzioni della rete è rendere le filiere più corte, ed è per questo che diventa importante avere una strategia digitale per la informatizzazione della distribuzione del vino. Vedere cosa ha fatto una delle maggiori società di distribuzione nel campo del wine&spirits, può essere di esempio.

Un distributore da 18 miliardi di dollari

La Southern Wine & Spirits già nel 2013 aveva un fatturato dell’ordine di 11 miliardi di dollari; nel 2016 viene siglato l’accordo con la Glazer, altro importante distributore di vino e alcolici, portando il fatturato a 18 miliardi di dollari. Se volete altri numeri, hanno una flotta di 2700 camion, magazzini per oltre un milione di metri quadri e distribuiscono 5000 marchi del settore Wine&Spirit.
Questo colloca l’azienda al primo posto nel Nord America nel settore della distribuzione.
Direttrice del settore informatico della SW&S c’è Ann Dozier dal 2015, che ha avuto l’incarico di progettare la fusione dei due sistemi IT, cercando di rendere tutto completamente trasparente e semplice per gli utenti.
Uno dei primi risultati di questo percorso di unione delle due aziende, è stato naturalmente rendere omogenei i sistemi a disposizione dei venditori, quelli che stanno sul marciapiede, per capirci.

Occorreva infatti non solo uniformare i processi aziendali, ma avere a disposizione una piattaforma unica in cui inserire ordini e consegne. Ed il sistema doveva anche garantire che clienti e fornitori potessero connettersi usando i loro sistemi informatici.

Una IT distribuita come strategia per i distributori

Una delle grandi sfide di ogni azienda di servizi, infatti, è fare in modo che sistemi informatici diversi riescano a dialogare fra di loro; in pratica occorre che tra i due sistemi ci sia un sistema ‘traduttore’, per dirla brevemente. Una azienda di distribuzione ha una vasta platea di clienti completamente diversi, per dimensioni e capacità informatiche.

C’è il piccolo ristorante che ha un semplice sistema di magazzino, magari datato, e la grande enoteca che invece utilizza le ultime novità tecnologiche. Dal lato dei fornitori, c’è la piccola azienda vinicola e quella più grande, con necessità e sistemi informatici del tutto diversi tra loro.

L’industria del vino e degli alcolici ha una filiera a volte molto complessa, anche se prendiamo solo il mercato interno. Negli Stati Uniti, poi, il problema si ingrandisce, visto che ogni Stato ha praticamente la propria legislazione in fatto di vendita di alcolici in genere.  L’intervista di Ann Dozier a Forbes mi ha fatto nascere alcune riflessioni che vi condivido. 

Piattaforme informatiche a servizio della distribuzione del vino

Che anche il settore della distribuzione debba accelerare nell’uso di tecnologie informatiche, non c’è dubbio. Il mercato del vino tenderà a diventare più complesso nei rapporti fra cliente e fornitore, ad ogni livello.

Avere a disposizione ad esempio una propria piattaforma dove poter fare delle video call, può diventare un punto importante di distinzione con i competitor.

Inoltre, l’uniformità dei sistemi di gestione di magazzino, delle vendite, della gestione dei clienti, aiuterà non solo le fusioni e le acquisizioni, ma renderà più semplice la vita al cliente, che non si vedrà cambiare il sistema di ordini ogni volta che c’è un cambiamento aziendale.

L’utilizzo di tecnologie digitali spinte, diventerà un aiuto necessario per la tracciatura delle spedizioni, ne ho parlato anche in questo post. Ma soprattutto questo spingerà la costituzione di aziende a metà fra l’alcolico e il tecnologico, che offriranno servizi specializzati per questo settore. Almeno, questo è il mio pensiero, intendiamoci.

La strategia digitale passa per la collaborazione

Se ci pensate, un’azienda di servizi con una piattaforma in grado di risolvere i problemi della informatizzazione della distribuzione del vino, potrebbe davvero diventare in breve tempo il punto di riferimento.

Certo un’azienda grande come Southern Wine&Spirit non ha problemi a dotarsi di una propria divisione informatica.

Ma sapere che non ci si deve preoccupare della parte tecnologica può sollevare il morale di tanti piccoli distributori, che oggi si vedono ancor più minacciati dalla corsa all’intermediazione digitale.

Foto di Oleg Magni da Pexels

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