La crisi spinge a vendere le etichette pregiate di vino dei ristoranti

etichette pregiate di vino dei ristoranti

I ristoranti più quotati negli USA che rischiano la chiusura definitiva come le piccole trattorie, possono contare su un patrimonio non indifferente, ossia le etichette pregiate di vino dei ristoranti.

Chiudere il ristorante o vendere la cantina?

Questo dilemma rischia di essere una sorta di Comma 22. Ci sono voluti anni per recuperare etichette di pregio, e molte risorse per la cura dell’inventario. La lista dei vini di un ristorante contribuisce molto, negli USA, alla fama e quindi alla sua redditività. Venderle ora, in questo momento di crisi, significa sicuramente recuperare liquidità, una delle cose che stanno mancando oggi. Ma quando le persone ricominceranno ad andare a cena fuori, i ristoranti che saranno rimasti aperti potrebbero ritrovarsi senza un sicuro punto di attrazione per i loro clienti.

Le leggi sulla vendita di liquori sono state allentate nella maggior parte degli stati americani, così da consentire a bar e ristoranti di vendere le proprie bottiglie fuori dal negozio. I principali acquirenti sono non solo i consumatori, che approfittano di sconti eccezionali, ma anche wine club e aste. Fanno questo contattando direttamente i clienti più affezionati ed i collezionisti, ed usano molto più di prima i social, soprattutto Instagram. Ovviamente i prezzi sono estremamente ribassati, e per chi ha la possibilità questo è il momento di fare buoni affari, recuperando etichette pregiate di vino dei ristoranti.

I ristoranti si affidano ai fine wines

Da un’intervista a Wine Mag, Jim Rollston, wine director del ristorante Manresa di Los Gatos, California, ha detto:

“A pochi minuti dal nostro primo post su Instagram, ho avuto collezionisti che chiedevano di alcuni vini – Keller, Comte Liger-Belair, Coche-Dury, RDC – e un cliente abituale ha speso poco meno di $ 20.000 in una volta”

Ci vorrebbero circa 30 giorni di vendite di vino da asporto per eguagliare quello che siamo riusciti a fare in tre giorni di fascia alta, ma questo tipo di vendite è una tantum e non sostenibile

A Brooklyn il Four Horsemen ha una delle collezioni più grandi  di vini naturali difficili da trovare. Recentemente ha ridotto i prezzi della carta dei vini fino al 50% per vendere bottiglie direttamente ai consumatori.

Il suo co-proprietario e wine director, Justin Chearno, ha inviato per email ai clienti l’elenco completo e consigli personali. Ha venduto diverse migliaia di dollari di vino nelle prime 24 ore.

Sono stati venduti subito i vini più rari della lista, come Accomasso e Canonica Barolo, Yvon Metras.

Abbiamo venduto tutti i [produttori del Giura] Bruyère Houillon in due ore (Justin Chearno)

La legge della Pennsylvania limita le vendite di vino dei ristoranti a sole quattro bottiglie per transazione. Ciononostante, Vetri Cucina di Filadelfia con uno sconto del 35% sul prezzo di listino dei suoi vini ha venduto circa $ 20.000 di vino in una settimana.

“Speriamo che questo ci aiuti a essere in grado di riaprire, e anche di mantenere l’assicurazione sanitaria del personale e alcuni salari in corso”.

I collezionisti alla caccia delle etichette pregiate

In Georgia la legge prevede che un ristorante può vendere il vino solo sfuso, ad esempio aprendo le bottiglie e riempiendo un sacchetto sigillato. Così quando la legge è cambiata per agevolare le vendite, all’Empire State South di Atlanta, il direttore del vino Steven Grubbs ha messo insieme ‘confezioni sorpresa’ da sei bottiglie a vari livelli di prezzo. Questo ha consentito al ristorante di trovare un equilibrio fra restare senza etichette di pregio e restare senza liquidità. Un aiuto nel tenere il conto delle bottiglie vendute può darlo anche la tecnologia, naturalmente; si possono usare le piattaforme di cui parlo in questo post.

I ristoranti stanno usando le etichette pregiate di vino delle cantine trasformandosi in fornitori di enoteche, come il Four Horsemen che si è associato con il wine shop online nextdoorspacebk.com garantendo il 75% del suo inventario.

Sebbene le cantine vengano svuotate, le etichette migliori e più rare restano comunque nelle cantine dei ristoranti. È la loro assicurazione per tornare ad avere clienti con alto budget di spesa, che spesso scelgono il ristorante in funzione della sua carta dei vini.

Un altro problema è dovuto alla catena di approvvigionamento, che sta continuando a soffrire.  I ristoranti stanno vendendo ai loro stessi distributori, e sperano di ricomprare il loro vino che è rimasto nei magazzini dei rivenditori. Questo significa proteggere la filiera, dando una mano ai distributori che stanno attraversando un momento piuttosto difficile, come tutti. 

Aste online di vini di pregio

I collezionisti da parte loro si stanno rivolgendo alle aste online per ingrandire la propria cantina a buon prezzo. La casa d’aste Christie’s ha messo una delle sue aste online, ed alla fine ha chiuso con un guadagno di oltre 1 milione di $ con oltre 800 lotti. Hanno partecipato persone da 120 paesi di tutto il mondo, anche solo per un’occhiata di curiosità.  Secondo Chris Munro, responsabile del vino di Christie’s, c’è stato oltre il 20% di visitatori in più rispetto alle normali aste online. Il che è normale, visto che la gente ora mangia a casa i pasti che si prepara da sola, e per avere una parvenza di normalità, cercano un vino da abbinare, non si limitano alle solite etichette.

Gli stessi numeri li vede Sotheby’s Wine, che sta aumentando il numero delle bottiglie offerte nelle proprie aste online. Anzi, sembra che le vendite di prodotti di pregio sia aumentata in tutte le categorie, come orologi e gioielli. Una bottiglia di whisky giapponese , Karuizawa 52 Year Old, è stata venduta a marzo per 435.273$. Non male.

Il movimento di vino della casa d’aste Acker Merrell & Condit è stato di 7 milioni di dollari negli ultimi due fine settimana.  

Tutto questo indica che la tendenza generale è un forte aumento della vendita di vino; ovviamente chi acquista online e chi acquista alle aste compongono due target demografici differenti. L’aumento però è evidente, si parla del 27% in più nell’ultima settimana rispetto all’anno scorso.

È una questione di prezzo, naturalmente, è un buon momento per acquistare a poco, sperando che il prezzo aumenti alla fine della crisi. E sperando alla fine di avere una collezione ancora più grande e pregiata. 

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