La rivoluzione digitale per l’industria del vino è arrivata

rivoluzione digitale per l'industria del vino

Le cantine stanno affrontando una forte pressione, e la rivoluzione digitale per l’industria del vino è arrivata, anche se in un modo che nessuno voleva e si aspettava.

Tecnologia smart vuol dire intelligente, ma soprattutto agile, dinamica, flessibile. E con il mercato e le strategie ormai completamente cambiate a causa della pandemia, la flessibilità è fondamentale. La promozione dei prodotti, il tracking della filiera, la commercializzazione, sono tutti aspetti dove le tecnologie digitali e smart trovano applicazione. E naturalmente la promozione passa attraverso i canali digitali.

In Italia il successo di Tannico, e l’ingresso di un colosso come Campari, stanno a dimostrare che le piattaforme digitali andranno a integrare la filiera degli intermediari classici del mercato vinicolo. 

Vendite online, piattaforme di pagamento e ristoranti

Duckorn Portfolio, in Napa Valley, è un gruppo di otto aziende vinicole che aveva come clienti prioritari le steakhouse della zona; la chiusura della ristorazione ha completamente fermato il canale di vendita. A questo punto, hanno deciso di organizzarsi con un marchio unico, Duchorn Vineyards, e preparare degustazioni video con i propri clienti, circa 40 negli ultimi due mesi. Alcune degustazioni sono state offerte in esclusiva ai clienti premium dei ristoranti, e questo ha aumentato il numero delle vendite.

Il prezzo medio degli acquisti è diminuiti, come di tendenza in questo periodo, ma il volume è notevolmente aumentato; questo perché anche molti che non acquistavano regolarmente vino, sono stati attratti da questa campagna di marketing. Ed ha aiutato anche i ristoranti, che hanno potuto mostrarsi ai frequentatori abituali ed usare il food delivery per mantenere almeno il contatto. Sono state organizzate interviste online con i migliori chef dei ristoranti, che hanno potuto proporre ricette ed abbinamenti.  È una parte della rivoluzione digitale per l’industria del vino che occorre iniziare a padroneggiare. 

Anche le piattaforme di vendita, i retailer online anche definiti come e-tailer, hanno modificato alcune caratteristiche. Ad esempio Drizzly e Instacart hanno costruito specifiche landing pages specifiche per i clienti migliori. E questo naturalmente ha contribuito ad aumentare le vendite. 

Questi sono stati i metodi e le soluzioni che molte aziende vinicole e ristoranti hanno adottato, metodi e soluzioni tutto sommato semplici e direi anche ovvii.

Il problema di questa velocità è che molte aziende vinicole non erano preparate alla trasformazione digitale; eppure da qualche anno molti osservatori, tra i quali umilmente questo blog, ad esempio qui, mettevano in guardia sull’avvento del digitale nell’industria del vino.

Il rischio adesso è fare scelte sbagliate causate proprio dalla fretta; invece questo è il momento in cui ragionare sulla propria strategia, stabilire gli obiettivi, scegliere gli strumenti.

IoT e Big Data

Le soluzioni IoT (Internet of Things) possono aiutare a ridurre i costi. Le tecnologie di automazione stanno aiutando i produttori, nel settore del cibo e delle bevande, ad entrare realmente nella Rivoluzione Industriale 4.0. Per fare un esempio, avere un magazzino automatizzato consente di avere una maggior sicurezza per gli addetti.  Ancora, usare la tecnologia RFID abbinata a macchine imbottigliatrici intelligenti, permette di usare contenitori diversi dalle solite bottiglie per la consegna diretta. Lattine o bag-in-box possono essere conservati e consegnati in modo più semplice, grazie al loro peso minore rispetto al vetro. E la gestione della consegna diventa meno complessa.

I big data possono essere un fattore determinante per l’industria delle bevande quando si tratta di migliorare le conoscenze sulla catena di approvvigionamento. Lo sviluppo di software di pianificazione delle risorse aziendali, fornisce alle aziende una piattaforma online che raccoglie informazioni in tempo reale e le aiuta a identificare i modi migliori per ottimizzare la produzione di bevande analcoliche, frullati, o altre bevande. Incrociare i dati delle vendite, del gradimento degli utenti espresso sui social, delle visualizzazioni fatte dai video promozionali, era quasi impensabile fino a pochi anni fa. Ora le aziende IT offrono soluzioni che segnano la vera rivoluzione digitale per l’industria del vino.

Integrazioni digitali per l’industria del vino

Paul Mabray, uno dei fondatori di Emetry, software per l’analisi delle vendite delle aziende vinicole con sede a Napa, ha affermato che la crisi del coronavirus ha risvegliato nell’industria vinicola l’interesse del marketing e delle vendite digitali.

La maggior parte del settore sta vivendo un brutto colpo“, ha detto Mabray. “Anche quattro mesi dopo, ho visto che avevamo molta strada da fare, e quindi dobbiamo imparare molto rapidamente.

Banalmente, questo significa imparare ad utilizzare in modo efficace l’email marketing e fornire una buona l’esperienza di acquisto sul sito web aziendale. Con la fretta di riaprire le sale di degustazione a giugno, alcuni importanti marchi della Costa settentrionale avevano ancora siti web poco navigabili.

Ecco tre suggerimenti che offre ai vignaioli che vogliono unirsi ai loro colleghi per consentire al digitale di funzionare bene:

  • Trasformare il digitale in uno dei pilastri aziendali, dalla proprietà e il top management al team di vendita.
  • Investire nel sito web e negli strumenti di marketing digitali, assumendo personale per gestirli in modo specifico.
  • Fare i test di acquisto sul proprio e-commerce come se si fosse un utente.

Le cantine che sono sopravvissute in questi mesi alla chiusura di ristoranti, hotel e sale di degustazione sono quelle che erano già pratiche di di e-commerce o che si sono date da fare per metterlo in atto, 

Photo by Aleksandar Popovski on Unsplash

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