Quale evoluzione per la Realtà Aumentata sulle etichette delle bottiglie?

Realtà Aumentata sulle etichette delle bottiglie

Su questo blog ho già parlato di Realtà Aumentata sulle etichette delle bottiglie, ad esempio in questo post, ma era prima dell’emergenza della pandemia globale.

Oggi la maggior parte dei produttori e delle catene retail si è dedicata a sistemi più collaudati, come l’e-commerce. Fiere e degustazioni diventano digitali, ma tutto sommato stiamo parlando semplicemente di trasmissioni video in diretta, come una diretta su Instagram o su Facebook. Per chi è abituato ad usare le tecnologie digitali, niente di nuovo insomma.

Una tecnologia invece che può portare ad evoluzioni e idee anche in altri canali, è quella della AR da usare come veicolo di marketing o, quanto meno, di appeal per una bottiglia.

I limiti attuali della Realtà Aumentata

Brevemente, si tratta di inquadrare l’etichetta di una bottiglia usando una app specifica installata nel proprio smatphone; questo farà partire un video in cui l’etichetta sembrerà muoversi, parlare con il consumatore, interagire.

Non siamo certo nel mondo descritto da Ready Player One, il film di Spielberg del 2018 ambientato tra mondo reale e mondo virtuale. E non siamo nemmeno ai livelli dei videogiochi o delle rappresentazioni virtuali di parchi giochi futuristici. Stiamo parlando di Realtà Aumentata e non di Realtà Virtuale, quindi di informazioni che si sovrappongono a quello che vediamo realmente. Ma è un primo passo.

Uno dei limiti della AR è l’uso di app specifiche per gli smartphone, e questo può dare problemi a seconda del modello che si usa. Un metodo per aggirare il problema è l’uso di applicazioni AR direttamente da web, e quindi fruibili a prescindere dal tipo di smartphone usato. Inoltre, ogni cantina, ogni azienda vinicola, potrebbe avere un’app diversa, costringendo quindi il consumatore ad installare un gran numero di applicazioni.

Se usata direttamente dal browser, invece, la Realtà Aumentata sulle etichette delle bottiglie potrebbe diventare più fruibile e semplice da utilizzare.

Tra le aziende che si stanno dedicando a costruire eventi di Realtà Aumentata dedicati al vino, c’è Unbnd, azienda australiana di Sidney, il cui CEO è David Loughnan.

Loughnan è convinto che la tecnologia AR basata su web anziché su app sia molto più flessibile, e questo consentirebbe uno sviluppo più semplice anche per le cantine vinicole.

Intervistato dal sito web Australian and New Zealand Grapegrower&Winemaker, ha affermato che: I marchi di vino possono facilmente adattare questa tecnologia alle etichette dei vini e utilizzarla per offrire al consumatore un nuovo storytelling del vino, note di degustazione e codici di sconto.

Etichette e Realtà Aumentata, un percorso da esplorare

Ad oggi non sono molte le aziende vinicole che utilizzano questa tecnologia, sono proprio Australia e Nuova Zelanda che sperimentano in questo senso. Potrà avere un futuro come potrà non averlo, naturalmente.

Ma la tecnologia digitale, come recita la scritta sotto il titolo di questo blog, è esponenziale, e magari impiega molto tempo prima di avere dei risultati misurabili.

Inoltre lo sviluppo di tecnologie come AR e VR, anche in campo vinicolo, può generare delle nuove idee per migliorare l’esperienza dei consumatori.

Come abbiamo visto durante questi mesi, anche il mondo del vino è stato capace di diventare digitale; la corsa potrà rallentare, quando tutto tornerà alla nuova normalità, ma certo non potrà fermarsi.

Non penso che l’uso della Realtà Aumentata nelle etichette delle bottiglie possa diventare un fenomeno di massa, ma sicuramente di qualche nicchia si.

Ci potranno essere collezionisti di bottiglie con etichette leggibili tramite AR, ad esempio, o eventi vinicoli dedicati alle bottiglie e contenitori più tecnologici.

Forse si arriverà al punto di partecipare ad una fiera dove iscriversi ad un panel o una degustazione tutta in Realtà Virtuale. Ad oggi, non ho idea di come si potrà sviluppare questa tecnologia nel mondo vinicolo.

So soltanto che tutte le idee vanno analizzate e percorse, almeno per un tratto, per capire le loro evoluzioni. E credo che se ci saranno sviluppi interessanti commercialmente, deriveranno da qualche spin-off di questa tecnologia.

Photo by Julia M Cameron from Pexels

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