Trasformazione digitale in agricoltura e come prepararsi

trasformazione digitale in agricoltura

Che le tecnologie digitali abbiano consentito a molti di continuare a lavorare e incontrarsi, ormai è fuor di dubbio, e questo può valere anche per settori tradizionalmente analogici come sta avvenendo con la trasformazione digitale in agricoltura.

L’agricoltura del futuro è digitale

A volte abbiamo letto titoli che citavano l’Agricoltura 4.0, parafrasando i progetti di Industria 4.0, ma in realtà qui il discorso è più complesso. L’agricoltura infatti è un aspetto della storia umana che ci accompagna da 10.000 anni, e da allora ci sono stati enormi cambiamenti, nei mezzi usati e nei metodi.

Dall’aratro trainato dai buoi si è passati ai trattori con motore a vapore e poi con motore a scoppio, e stiamo andando verso il motore elettrico anche qui. La rotazione delle culture, i fertilizzanti, i trattamenti fitosanitari sono stati metodi per aumentare la produttività per ettaro. Quindi, che bisogno c’è di rivolgersi alle tecnologie digitali?

I dati sono un bene prezioso, e per questo fanno gola a tanti anche per scopi non proprio limpidi, ma soprattutto i dati da soli non servono a molto. Per poterne ricavare informazioni, i dati devono essere lavorati, aggregati ed infine usati per compiere delle azioni. Ad esempio, un sensore piantato nel terreno invia l’informazione della quantità di umidità, e questo provoca l’accensione o lo spegnimento del sistema di irrigazione.

Da solo però il dato dell’umidità del terreno non serve a molto; se invece al sistema di irrigazione arrivano anche i dati della stazione meteo, il sistema di elaborazione può sapere se sia prevedibile pioggia entro qualche ora, e così evitare di azionare le pompe.

Un esempio semplice, naturalmente, ma indicativo del fatto che i dati devono essere elaborati. Questi poi possono arrivare da fonti diverse, (sensori, stazioni meteo, dati inseriti manualmente,….) e dunque il sistema di elaborazione deve essere in grado di poter gestire questa complessità.

Aumento della richiesta di cibo

L’aumento della popolazione porterà ad avere nel 2050 10  miliardi di abitanti sul pianeta Terra, abitanti che dovranno essere sfamati in qualche modo. La sicurezza alimentare, intesa come salubrità delle materie prime che usiamo per preparare il cibo, è dunque di primaria importanza. I cambiamenti climatici, lo spreco di cibo di una parte degli esseri umani e la scarsità per altri, sono argomenti che dobbiamo affrontare in fretta.

A causa dell’urbanizzazione, la stima di studiosi di sociologia e demografia è che 2,4 miliardi di persone vivrà nelle grandi città. Il problema quindi è quello di produrre più cibo, farlo in modo più efficiente, distribuirlo in modo capillare. Non è un problema semplice, tutt’altro. Va quindi considerato un nuovo modo di affrontare il problema, perché la crescita dello sfruttamento del terreno comporta conseguenze gravi quanto la mancanza di cibo.

Problemi e soluzioni possibili

L’aumento dell’inquinamento, l’utilizzo non corretto dell’acqua, la presenza di pesticidi e antibiotici nei raccolti e negli allevamenti, sono tutti aspetti dannosi anche nel breve periodo, legati tra loro.

La trasformazione digitale in agricoltura porterà ad usare strumenti diversi da quelli fin qui usati per migliorare la sanità del cibo ed aumentarne la quantità o il potere nutritivo. Senza andare a discapito della situazione generale del pianeta. E questo può essere fatto tenendo presenti tre aspetti.

Differenziare la produzione

Significa ad esempio usare metodi di produzione come l’agricoltura idroponica o la coltivazione delle alghe, a cui va aggiunto l’uso dei deserti e degli oceani. In questo caso le tecnologie innovative che vengono usate, non necessariamente soltanto digitali, sono fondamentali. Qui la parte digitale è responsabile di tutto quel che riguarda il controllo dell’ambiente idroponico, o delle attrezzature immerse. Le serre idroponiche, così come quelle desertiche, hanno bisogno di essere controllate continuamente, devono essere fatti continui aggiustamenti dei parametri di funzionamento dei macchinari e prese decisioni immediate. Il tutto grazie a sensori e servomeccanismi analoghi a quelli usati nella robotica, che consentano azioni immediate al verificarsi di un evento prestabilito. Qui l’analisi dei dati è importante soprattutto per quel che riguarda la previsione di cosa può accadere, a fronte di un cambiamento di parametri fondamentali.

Efficienza della filiera

Questo aspetto è il punto dove la trasformazione digitale in agricoltura può dare il meglio di se, e parte proprio dai posti dove si produce il cibo. Oltre ai deserti ed agli oceani, anche le città possono ospitare spazi efficienti di produzione agricola, con il vantaggio di essere immediatamente vicini ai consumatori. Qui la logistica va controllata direttamente con sistemi che si possono integrare con i progetti di Smart City che alcune metropoli stanno iniziando a mettere in campo. Ma è soprattutto la gestione della filiera, con il tracciamento degli alimenti prodotti ed il controllo dei trasporti che può migliorare l’efficienza. Tragitti ottimizzati significa meno consumo di carburante e dunque meno inquinamento; alimenti più salubri significa meno ricorso a medicine ed ospedali a causa di cibi avariati. L’introduzione di trasporti con motore elettrico sarà un passo in avanti, così come l’utilizzo di mezzi meccanici senza pilota, trattori o altri macchinari agricoli. 

Innovazione importata

Qui rientrano tutte quelle tecnologie usate principalmente in altri settori, ma la cui sperimentazione in agricoltura potrebbe aumentare la produttività e l’efficienza. Ad esempio l’agricoltura di precisione, di cui ho già parlato anche in questo post. Entro quest’anno ci saranno 75 milioni di dispositivi IoT in agricoltura, producendo soprattutto una enorme quantità di dati. I droni per la mappatura e l’analisi del terreno sono ormai consueti, potendo così gestire al meglio sia l’irrigazione che i trattamenti fitosanitari. L’insieme di dati e mappe può poi essere trasmesso direttamente ad un robot agricolo, che si muoverà tra i campi per dirigersi solo dove deve effettuare dei lavori. Sapendo inoltre in modo esatto i trattamenti da effettuare, le sostanze chimiche non verranno disperse nell’ambiente ma solo dove ce ne è il bisogno. Anche l’utilizzo di criptovalute per il pagamento diretto e immediato del lavoro degli agricoltori può essere un sistema da considerare; alcune soluzioni usano la blockchain per il tracciamento, anche se fino ad ora con scarsi risultati.

Produrre cibo e dati

La tecnologia di questi ultimi anni è data-driven, ossia guidata dai dati. La produzione, l’analisi e l’utilizzo di tutti i dati provenienti dall’agricoltura possono rendere più efficiente tutto il sistema. Possono aiutare gli agricoltori delle zone più svantaggiate e gli abitanti di regioni difficili da raggiungere; possono migliorare il rendimento e diminuire il consumo di acqua e fertilizzanti. In fondo la trasformazione digitale in agricoltura è l’uso intelligente dei dati e nello scambio delle informazioni. Non più solo H2H, Human To Human, ma anche M2M, ossia Machine To Machine.

Photo by Darpan Sharma on Unsplash

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